L’UNIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE (unagipa) ha proclamato lo sciopero nazionale dei giudici di pace per il tempo massimo consentito dal Codice di Autoregolamentazione, dal 25 gennaio al 5 febbraio 2010. A seguire il comunicato.


All’iniziativa aderisce l’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATURA DI PACE.
L’insoddisfacente SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE RECANTE “RIFORMA ORGANICA DELLA MAGISTRATURA ONORARIA E COSTITUZIONE DELL’UFFICIO CIRCONDARIALE DEL GIUDICE DI PACE”, elaborato motu proprio dal dicastero di giustizia, che difatti non ha mai convocato le associazioni per confrontarsi sul progetto, vanifica le richieste fondamentali da anni invocate dalla categoria (rinnovabilità del mandato sino a 75 anni, previdenza ed assistenza obbligatorie, garanzie ordinamentali di indipendenza del giudice di pace, revisione e razionalizzazione delle indennità), per rimarcarne la precarietà, l’improbabile assimilazione del giudice di pace ad altre figure di magistrato onorario con funzioni di mera supplenza, nonostante il rilievo costituzionale del giudice di pace, e la fine dell’autonomia dell’ufficio del Giudice di pace, che si vuole eterodiretto dal Presidente del Tribunale.
È il momento, colleghi giudici di pace, di trasmettere un segnale forte di compattezza in sostegno dell’iniziativa.
La mancata conferma di circa 700 giudici di pace in scadenza definitiva di mandato costituisce di per se una crepa nell’interesse alla protesta. Ove mai la percentuale d’indifferenza all’azione di dissenso, tra i poco più di 2.000 giudici di pace in servizio e di non prossima scadenza di mandato, fosse elevata, ciò produrrebbe il paradosso di avvalorare il disegno di legge.
Nei prossimi giorni saranno diramati con ogni mezzo possibile (fax, e-mail) i moduli di adesione all’astensione dal lavoro.
Nell’interesse di tutti, contiamo sull’adesione di tutti.

fonte www.iussit.eu