Segue comunicato ufficiale

ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE

“Fondata nel 1994 – La giustizia al servizio dei cittadini”

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Il consiglio direttivo dell’ANGdP, riunito a Roma il 15 ed il 16 gennaio 2010,

preso atto

della divulgazione dello schema di disegno di legge governativo recante “Riforma organica della magistratura di onoraria e costituzione dell’Ufficio circondariale del Giudice di Pace”, distribuito nel Consiglio dei Ministri del 17.12.2009;

ritenuto

che lo stesso non risponde alle esigenze di una riforma alla giustizia in quanto:

a) affida al Presidente del Tribunale la direzione dell’Ufficio del Giudice di Pace , così determinando la fine dell’autonomia e indipendenza della giurisdizione con grave commistione tra magistrati di diversa formazione e con perdita della separazione delle carriere tra gli stessi onorari;

b) istituzionalizza la temporaneità dell’incarico e quindi la precarietà del Giudice di Pace, con dispersione delle professionalità acquisite e grave danno per i cittadini;

c) prevede l’affidamento delle funzioni di magistrato a giovani neolaureati, con l’intento di consentire loro di maturare esperienze professionali sulla pelle degli utenti, per poi passare dopo otto anni ad altre professioni;

d) ignora ogni tutela previdenziale per gli attuali ed i futuri precari della Giustizia, in reiterato ed evidente contrasto con la Costituzione ;

e) mantiene l’attuale criteri di retribuzione a cottimo;

f) esclude di fatto gli avvocati – che rappresentano oltre i due terzi dei giudici di pace attualmente in servizio – dall’attività giurisdizionale prevedendo una incompatibilità di esercizio al di fuori della Corte d’Appello ;

osserva

che il decreto-legge n.193/2009, approvato il 17 dicembre 2009 non ha prorogato il mandato per oltre 700 giudici di pace (sugli attuali 2700) in scadenza a partire dal 31 marzo 2010, cosicché l’intero sistema andrebbe a collassare e molti uffici prevalentemente in alcune sedi del Nord resterebbero del tutto privi di giudici;

che tale situazione comporterà l’arresto dei processi in materia di immigrazione e di tutti i processi civili e penali, di esclusiva competenza del giudice di pace, in netto contrasto con l’avvenuto aumento di competenza;

valutato

il tutto negativamente, attesa la gravità e l’urgenza della situazione,

ritenuto

altresì che tali considerazioni appaiono coerenti anche con le aspettative e le istanze dei magistrati onorari di tribunale (GOT e VPO); considerato che dal mese di settembre 2008, pur ripetutamente richiesto, non c’è stato alcun incontro con il Ministro della Giustizia;

IL DIRETTIVO

invita tutti i giudici laici a manifestare il proprio dissenso presso ogni Corte d’Appello sabato 30 gennaio 2010 in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario;

PROCLAMA

l’astensione dalle udienze e da tutta l’attività giudiziaria dei Giudici di Pace dal 22 al 27 febbraio 2010;

AUSPICA

l’adesione di tutti i giudici laici a sostegno delle comuni rivendicazioni per una azione forte ed unitaria da estrinsecarsi contestualmente nello stesso periodo;

DA’ MANDATO

a tal fine di alla Presidenza dell’Associazione di stabilire i necessari contatti con tutte le organizzazioni degli operatori della giustizia e dei cittadini interessati ad una riforma che segni un passo avanti e non abbia l’effetto di una contro-riforma.

CHIEDE ALTRESI’

un ugente incontro al Presidente della Repubblica sen. Giorgio Napolitano, al Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi, al Sottosegretario alla Presidenza Dr. Gianni Letta ed al Ministro della Giustizia On. Angelino Alfano.

Roma 16 gennaio 2010

Il consiglio direttivo dell’ANGdP