Per l’errato inserimento dei dati nell’elenco telefonico vanno risarciti i danni.

[ Giudice di Pace di Marigliano, sentenza del 2 febbraio 2009 ]

REPUBBLICA ITALIANA

In nome del popolo italiano

GIUDICE  DI  PACE  DI MARIGLIANO

Il Giudice di Pace di  Marigliano, nella persona della dr.ssa  Giuliana Lucia Bossone,ha pronunciato la seguente

SENTENZA

esecutiva   per   legge  nella  causa    iscritta al   n°   2032 R.G.  dell’  anno  2007,  promossa

da

TIZIO, MEVIO, CAIA   cod.  fisc. xxxxxxxx ,quali  eredi  di  SEMPRONIO,  deceduto  in  data    //./0. 200/,   rappresentati     e    difesi     dall’   avv. ////      elettivamente     domiciliati   in / … (parte attrice)

contro

Telecom  Italia  s.p.a ,  in  persona del  l.r.p.t.,  rappresentata  e  difesa  dagli  avv.ti /////  elettivamente domiciliata in …     presso l’avv. … (convenuta)

Avente ad oggetto: risarcimento danni.

ConclusioniI

Come da verbale in atti.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con  atto   di   citazione   ritualmente   notificato,  parte   attrice   conveniva     in  giudizio    la  Telecom  Italia  s. p.a.  per  sentirla  condannare  al  risarcimento dei   danni  —  patrimoniali e   non  –   patiti  a    seguito   dell’ inadempimento   contrattuale  della   convenuta  Telecom  Italia  s. p. a. , consistente  nell’  errato   inserimento   dei   dati  della  loro utenza   telefonica  e   nel   mancato  funzionamento  del  servizio  ADSL, nella   misura   che   sarà   ritenuta   di

giustizia,    oltre     le    spese     di    giudizio    con      attribuzione.

Argomentava   che   mentre  la   residenza  del   nucleo   familiare   Sempronio  è   fissato   a   tutt’ oggi   in xxxxx ,alla via xxxxxx, l’utenza telefonica degli  istanti viene invece riportata   nell’  elenco  telefonico di xxxxxxx    alla via xxxxxxx                      .

In data 0/. 0/. 200/   la  Telecom    propose agli istanti la installazione della  linea  ADSL free, proposta  accettata  dagli  attori. Contemporaneamente veniva disattivata la linea  ISDN  con ritiro della borchia, con il patto che entro una settimana  sarebbe stato consegnato il modem ADSL. Detto modem veniva  consegnato con notevole ritardo, in quanto  spedito  all’indirizzo errato come da elenco telefonico, ma  la  linea  non  veniva  mai attivata. Pertanto  si rivolgeva alla  intestata  Giustizia  al  fine di ottenere il  ristoro dei danni subiti, da quantificarsi  in  via  equitativa, vinte  le  spese  di lite.

Alla  fissata  udienza  si costituiva  la  società  convenuta  eccependo la inammissibilità della domanda per assenza del tentativo obbligatorio di conciliazione, e,  nel  merito, chiedendo il rigetto  della  stessa  per  infondatezza.

Precisate   le   conclusioni   all’ udienza   del  16. 01. 2008, la   causa   veniva   in  decisione.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Va  disattesa  l’eccezione  di  improponibilità  della  domanda  per mancato  esperimento del tentativo   obbligatorio  di  conciliazione  dal   momento  che   gli  istanti,  come  risulta  dalla documentazione  prodotta, hanno esperito il tentativo di conciliazione presso   il  CORECOM della Campania.

Nulla  quaestio,  quindi, sulla   proponibilità dell’azione.

Con  riguardo   al   merito   vanno  disattese  le  eccezioni  e deduzioni  di  controparte.

Dall’ esame  degli   atti  viene  in  rilievo che la domanda  attrice, per  quanto  di   ragione,  è meritevole di positivo accoglimento  per i motivi  di fatto e  di  diritto di seguito  indicati ed  in aderenza ai principi di equità. Al  riguardo  si  deve tener conto dei  dati obiettivi  contenuti  nella  copiosa  documentazione prodotta   da   parte  attrice,  nonché   dell’ assenza   di   elementi   contrari   provenienti   da controparte, che  si  è limitata   ad una generica negazione dei fatti addotti, sia  con  riguardo alla  mancata  attivazione  della  linea  ADSL  che al palese  errore di inserimento dei dati dell’utenza telefonica di  xxxxxxx  nell’elenco di  Marigliano  e  non  del comune di …., dove la famiglia ha la propria residenza e la propria dimora.

Quest’ ultimo fatto  si  evince. infatti, sulla  scorta  della  documentazione  —  elenco  Pagine Bianche esibito in originale da parte attrice in corso di causa.

Dall’osservazione  dei fatti  come  sopra  esposti  viene  in chiara evidenza la responsabilità per l’ inadempimento  dell’ obbligazione  contrattuale  da  parte  della  convenuta  Telecom  Italia s.p.a. per illiceità del comportamento della  stessa  nella gestione dei  rapporti con  il  cliente nonché  per  la  mancata  attivazione dei  servizi  richiesti. In tale ottica, applicando  i  principi inerenti  al  contratto di somministrazione in essere tra  l’utente e la Telecom Italia s.p.a., la società di  telecomunicazioni  è  tenuta al  risarcimento dei danni provocati  alla  parte attrice per  effetto ed  in  conseguenza  dell’ inadempimento  come  sopra  rilevato.

Tale comportamento illecito, reiterato nel tempo, configura anche un abuso di  una posizione dominante e come tale integra la violazione del principio  di buona fede che sottende ad ogni rapporto contrattuale, con violazione dell’ art. 1175 c.c. nonché della legge n. 281/98 posta a tutela del consumatore.

Per quanto si è detto,esaminata la richiesta di risarcimento avanzata da parte attrice. si deve osservare  in linea  preliminare che  non  è  possibile  dar  luogo  ad  alcuna  liquidazione del danno  patrimoniale  in  quanto  nessun  elemento probatorio  è  stato  fornito, così  da  poter determinare l’entità del danno subito.

In ordine, invece, alla richiesta  di risarcimento del danno non patrimoniale derivato agli attori in conseguenza di quanto subito, con riflessi nella vita di relazione, si  ritiene  che  la  relativa domanda, per quanto di  ragione, sia da  accogliere . Al riguardo, infatti, si deve considerare che  i più  recenti  orientamenti  giurisprudenziali hanno aperto la  strada  alla  risarcibilità dei danni  non  patrimoniali  derivanti dalla  lesione di  interessi  di  rango  costituzionale  inerenti la  persona  che, pur  non  avendo  una  valutazione  economica,  possono  condurre  ad  un pregiudizio nella quotidianità di un soggetto. Passando al caso di specie,non vi è  dubbio che alla   parte   attrice   sia  derivato  un d anno  ingiusto  in  conseguenza  dell’ inadempimento contrattuale  della  Telecom  Italia   s.p.a. e  del  comportamento  tenuto  dalla  società  che, dimostrando indifferenza ed insensibilità, non ha inteso offrire alcun riscontro ai vari solleciti e  richieste, determinando così  nell’ utente uno stato di disagio che ha inciso negativamente per diverso tempo sulla qualità della vita del’ utente stesso.

Ciò posto, ai fini della liquidazione di tale danno,non provato in assenza di chiari  elementi nel suo  preciso ammontare ma di  certo  nella sua esistenza, soccorre  il  principio di  cui all’ art. 1226 c.c. In forza del quale si ritiene  equo stimare in € 500  il danno  non patrimoniale subito, con  conseguente  obbligo  del  risarcimento  a  carico  della  convenuta.

Le spese seguono la soccombenza.

P.Q.M.

Il  giudice di pace di Marigliano dr.ssa Giuliana Bossone,  definitivamente pronunciando sulla  domanda  proposta da Tizio, Mevio e da Caio, nella qualità,  nei  confronti di  Telecom  Italia  s.p.a., così  provvede:

1)  accoglie  la    domanda  e  per  l’ effetto  condanna  la  Telecom  Italia  s.p.a., in  p.l.r.p.t.,   al pagamento, in  favore di Tizio, Mevio e da  Caio, nella  qualità  di eredi  di  Sempronio  della somma  di  € 500,00  a  titolo  di  risarcimento  danni, oltre  interessi  dalla  domanda,

2) Condanna, altresì, la Telecom Italia  s p a, in  p.l.r.p.t,  a  provvedere  al corretto inserimento dei  dati  dell’utenza  telefonica  intestata  a  XXXXXX  all’indirizzo di …….;

3) condanna infine la  Telecom Italia s.p.a., in  p.l.r.p.t., al pagamento delle spese  di  lite  che si liquidano in complessivi € 450,00 ,  di cui 50,00  per spese, € 200,00  per diritti ed  € 200,00 per onorario con  attribuzione  al procuratore  anticipatario.

Così deciso in   Marigliano il …

Depositata il 02/02/2009

Il Giudice di Pace

Dr.ssa Giuliana  Lucia Bossone