Qualora ritenga che il processo necessiti di una istruzione non sommaria, il giudice fissa l’udienza ex art. 183. Questo dice la norma. Ma è giusto che a fronte di comportamenti sleali dell’attore, che utilizzi lo strumento solo per ridurre i termini a difesa del convenuto, questi non possa ottenere altro che una eventuale pronuncia ex art. 96 c.p.c.?

Secondo il Tribunale di Genova la risposta è negativa. Difatti, a seguito di un incontro dei magistrati civili si è stabilito che in tali casi si debba procedere con una udienza fissata a non meno di 90 giorni e con assegnazione al convenuto del termine per depositare una nuova comparsa che potrà contenere nuove eccezioni, nuove domande, nuove prove.

Forse è una decisione sin troppo drastica. Sarebbe preferibile valutare caso per caso. Nel frattempo, però,  esce l’ordinanza del Tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi che, invece, ritenuto di non poter utilizzare il processo de quo, fissa l’udienza del 183 sic et simpliciter, senza dunque alcuna rimessione in termini.

Tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi – ordinanza 20 novembre 2009
Giudice Levita

Il giudice dott. Luigi Levita
letti gli atti e sciogliendo la riserva di cui al verbale che precede

Osserva

A seguito dell’introduzione nell’ordito processuale civile del rito sommario (ex l. n. 69/2009), questo giudice è chiamato ad effettuare una valutazione complessiva e di sintesi del materiale di causa, prefigurando il percorso che si rende necessario per la decisione e la sua compatibilità con le forme semplificate.
Orbene, nel caso in esame è agevole evidenziare che le difese delle parti, per come svolte nel corpo del verbale d’udienza, richiedano un’istruzione “non sommaria” ai sensi dell’art. 702-ter c.p.c.
Ed infatti, la pluralità e varietà dei mezzi istruttori richiesti (prove orali, consulenza tecnica, perizia fonica, acquisizione di documentazione bancaria e di scritture private), imponendo necessariamente il dipanarsi dell’istruzione per numerose udienze, rende in concreto non praticabile l’istruzione sommaria della causa, anche alla luce del disposto del quinto comma dell’art. 702-ter c.p.c., il quale correla la detta facoltà alla ragionevole previsione di un’istruttoria deformalizzata (che in questa sede non può formularsi, prefigurandosi invece un’istruttoria incompatibile con le esigenze di speditezza del rito sommario).

P.Q.M.

Pertanto, letto l’art. 702-ter comma 3 c.p.c., fissa l’udienza di cui all’art. 183 c.p.c. per il 10 febbraio 2010.
Si comunichi.

Fonte: lexform.it