Citazioni con codice fiscale. La misura presa per favorire la tracciabilità dell’attività legale.
Tracciabilità fiscale più marcata per gli avvocati. Con il decreto legge che riapre agli uditori le sedi disagiate (soprattutto Procure del Mezzogiorno), al voto finale del Senato oggi o domani, vengono modificati alcuni articoli del Codice di procedura civile sul contenuto dell’atto di citazione. Modifiche tanto stringenti da gettare nell’incertezza migliaia di atti presentati nel corso del 2010. Nel provvedimento, preso d’urgenza per colmare i vuoti in organico degli uffici del pubblico ministero, è stato infilato anche un minipacchetto di disposizioni che puntano a rendere più immediatamente identificabile la difesa prestata dall’avvocato. Nell’atto di citazione, la mossa che introduce il procedimento civile, dovrà adesso trovare posto anche l’indicazione del codice fiscale delle parti e dei loro avvocati. Come pure nella comparsa di risposta il convenuto dovrà indicare le proprie generalità accompagnate dall’indicazione del codice fiscale. Una maniera per provare a rendere più agevole l’abbinamento tra cliente e avvocato, aggirando le difficoltà delle cancellerie a fornire risposte tempestive alla curiosità dell’amministrazione finanziaria; una misura che è finita nel mirino delle organizzazioni dell’avvocatura perplesse su un adempimento di difficile applicazione. Ma anche una soluzione che, almeno nella fase di avvio, rischia di creare una serie di problemi rilevanti.

Non avendo, infatti, stabilito una norma transitoria ed essendo di fatto entrato in vigore a partire dal 1° gennaio il decreto potrebbe avere una partenza a ostacoli nei tribunali. Nella generale assenza di informazioni e chiarimenti, favorita dal fatto che la disposizione è stata inserita in un provvedimento che si occupa in granpartedi organizzazione giudiziaria, l’obbligo di inserimento del codice fiscale negli atti di citazione rischia di renderne invalidi molti. Difficile infatti pensare che tutti gli avvocati siano stati resi consapevoli da subito della necessità di abbandonare le vecchie abitudini e compilare una atto di citazione nuovo, con requisiti diversi e stringenti. Il Codice di procedura infatti ritiene che alcuni elementi, tra cui dal 2010 il codice fiscale appunto, «devono» essere contenuti nell’atto. La loro mancanza potrebbe rendere necessaria una riproposizione della citazione allungando i tempi di svolgimento del processo oppure potrebbe bastare una semplice integrazione. Starà ai giudici dare una valutazione, con i rischi di possibili interventi a macchia di leopardo senza un indirizzo univoco. Dal Cnf, sul punto, si tende a smorzare i toni. Il segretario Pierluigi Tirale spiega che gli avvocati dovrebbero essersi adeguati, ma, in caso contrario, è lo stesso Codice di procedura a escludere una nullità dell’atto. Anzi, il Codice non dispone una sanzione esplicita. Il che lascia aperta l’ipotesi dell’integrazione successiva.

L’ATTO DI CITAZIONE DEVE CONTENERE
1 – L’indicazione del tribunale 2 – Il cognome, la residenza e il codice fiscale dell’attore 3 – Il nome,
cognome, residenza, domicilio o dimora del convenuto e delle persone che li rappresentano o li assistono
4 – La determinazione dell’oggetto della domanda 5 – I fatti alla base della richiesta 6 – I mezzi di prova
7 – I dati del procuratore 8 – La data dell’udienza

Fonte: Ilsole24ore