La giurisprudenza riconosce la responsabilità della Pubblica amministrazione per i danni causati dal cattivo stato di manutenzione della strada a condizione che l’evento sia dipeso da “insidia” o “trabocchetto”. Insomma, dal fatto che la strada presentasse una situazione di “pericolo occulto non visibile, prevedibile ed evitabile dall’utente con la normale diligenza”. Insomma, per ottenere il risarcimento del danno bisogna provare l’esistenza di una situazione insidiosa caratterizzata dalla non visibilità e non prevedibilità del pericolo (Cass. 21684/2005, Cass. 14749/2005, Cass. 6767/2005, Cass. 10131/2003).

Nesso di causalità. Qualche volta, però, la Suprema Corte ha riconosciuto la responsabilità della Pubblica amministrazione semplicemente perché custode della strada. In questo caso per ottenere il risarcimento è sufficiente provare il semplice nesso di causalità fra il danno e la buca. La Pubblica amministrazione, invece, per escludere la propria responsabilità deve provare che il danno si è verificato per caso fortuito, cioè provare di aver effettuato tutte le attività di controllo, vigilanza e manutenzione previste dalla normativa.

L’accertamento. Ciò detto, vediamo che cosa bisogna fare quando si è vittima di una buca sulla strada. Se possibile bisogna fermarsi in condizioni di sicurezza nei pressi del luogo dove è avvenuto il sinistro, scattare delle fotografie della buca e della propria auto e chiedere l’intervento di una pattuglia di Polizia stradale (Polizia stradale, Carabinieri, Polizia provinciale, Polizia locale, Polizia municipale). La quale redigerà un verbale di accertamento dell’evento.

Il verbale. Se invece il danno è accertato successivamente al sinistro, per esempio perché il proprietario del veicolo se ne accorge solo al suo arrivo oppure l’indomani quando la gomma è a terra, bisogna comunque denunciare il sinistro a un organo di Polizia stradale che dovrà verificare i danni al veicolo, lo stato del luogo dove è avvenuto il sinistro, la sua compatibilità con la descrizione dei fatti, disporre che il pericolo sia eliminato e, infine, redigere un verbale di accertamento.

La richiesta. L’accertamento, sia che venga effettuato nell’immediatezza del sinistro sia che venga effettuato successivamente, serve a raccogliere le prove necessarie a stabilire o a escludere la responsabilità dell’ente proprietario della strada (ma anche l’eventuale concorso del conducente, per esempio per avere tenuto una velocità non commisurata allo stato dei luoghi). Con in mano questo documento si potrà inviare richiesta di risarcimento del danno all’ente proprietario della strada. Il quale, in base all’istruttoria condotta dalla polizia stradale, potrà riconoscere o escludere la propria responsabilità e, eventualmente, rimborsare il danno.

Le vie legali. È chiaro che se l’amministrazione non riconoscerà la propria responsabilità non resterà che adire le vie legali. Con l’avvertenza che la giurisprudenza, come detto, è orientata a riconoscere la responsabilità del proprietario della strada quasi esclusivamente in presenza di insidia o trabocchetto.

fonte www.quattroruote.it