Sanabile in appello la citazione nulla

Anche il giudice di secondo grado può intervenire per sanare i vizi dell’atto di citazione. A queste conclusioni è approdata la Corte di cassazione con la sentenza delle Sezioni unite civili n. 9217, depositata il 19 aprile, che ha sciolto definitivamente il dubbio fra tre orientamenti confliggenti. Il nodo da sciogliere era quello della sanatoria della nullità della citazione per difetto di capacità processuale del convenuto non costituitosi. Una possibilità di rimedio che è ammessa dal Codice di procedura civile all’articolo 164 comma 2 con la chance della rinnovazione decisa d’ufficio dal giudice. Era tuttavia controverso, sia in giurisprudenza sia in dottrina, l’applicabilità della norma nei giudizi d’impugnazione e in particolare nel processo d’appello. A contrapporsi erano tre posizioni, con la prima che chiedeva al giudice d’appello, rilevata la nullità della citazione, solo di limitarsi a una decisione sul rito, annullando la sentenza di primo grado senza alcuna pronuncia sul merito. La seconda, invece, un po’ più tollerante, prevedeva l’applicazione per analogia dell’articolo 354 del Codice di procedura civile, con la rimessione degli atti al giudice di primo grado perché provvedesse lui alla sanatoria. La terza, sulla quale poi è caduta la preferenza delle Sezioni unite, dà un maggiore spazio al giudice di appello che può promuovere direttamente la sanatoria ammessa dal Codice, visto che la nullità della citazione non è tra casi di rimessione della causa al giudice di primo grado.

Fonte: ilsole24ore

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