Tribunale di Napoli – Sezione XII Civile – Sentenza 22 febbraio 2010, n. 2159

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

SENTENZA

All’esito della udienza del 22 febbraio 2010 ai sensi dell’art. 281 sexies c.p.c., nella causa iscritta al n. 17996 del Ruolo Generale Affari Contenziosi

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con atto di citazione ritualmente notificato l’INAIL agisce per ottenere una pronuncia di condanna al rimborso delle somme erogate in conseguenza del sinistro, pari ad Euro 32.812,44.

Con comparsa di risposta, si costituiva in giudizio la Assicurazione deducendo in via preliminare l’intervenuta prescrizione del diritto ai sensi dell’art. 2947 c.c. e nel merito l’infondatezza della domanda . Non si costituiva il convenuto M…. L… e si procedeva in sua contumacia . La causa era, poi istruita, con la acquisizione della documentazione.

Quindi sulle conclusioni rassegnate dalle parti, all’udienza del 22/02/2010, la causa era ritenuta in decisione .

La domanda è infondata e va, pertanto, rigettata.

1) – Eccezione di prescrizione .

L’eccezione è infondata .

Ed invero, dalla documentazione prodotta da parte attrice , risulta che l’atto di citazione è stato notificato entro il termine biennale di prescrizione .

A tal proposito, le Sezioni Unite della Cassazione con sentenza n. 5121 del 2002 hanno definitivamente composto il contrsato giurisprudenziale esistente sul punto, enunciando il seguente principi : “ In tema di danni derivati dalla circolazione stradale dei veicoli, ove il fatto illecito integri gli estremi di un reato (per il quale sia stabilita una prescrizione più lunga di quella civile) per eseguibile a querela quest’ultima non sia proposta, trova applicazione la prescrizione biennale di cui al secondo comma dell’art. 2947 c.c., decorrente dalla scadenza del termine utile per la presentazione della querela medesima “. Il termine prescrizionale di cui si è appena parlato , deve ritenersi esteso all’azione di surroga esperita dall’INAIL in quanto l’istituto si è tramite detta azione, sostituito all’avente diritto nel fare valere la pretesa risarcitoria ex art. 2043 c.c.-590 c.p. .

Ciò posto occorre però precisare che, termine di prescrizione, per l’assicuratore che l’agisce in surroga decorre dal pagamento dell’indennità a differenza del soggetto leso per il quale detto termine, decorre dal fatto lesivo .

In quanto “Il trasferimento del diritto al risarcimento del danno conseguente ad un infortunio sul lavoro dall’assicurato all’assicuratore, che eserciti le azioni nascenti dall’art. 1916 cod. civ. , non ha luogo sulla base di una surrogazione in senso tecnico, bensì di una forma di successione a titolo particolare nel diritto del credito, quando l’assicuratore comunichi al terzo responsabile l’avvenuto pagamento della indennità e manifesti la volontà di avvalersi della surroga” (cfr. Cass. Civ. Sez. I sent. n. 3277/81 – Inail contro Tegazzini) .

Si deve, peraltro, soggiungere che fino all’avvenuto pagamento il diritto di cui all’art. 1916 c.c. non sorge e di conseguenza non può essere fatto valere , onde la prescrizione non decorre così come previsto dall’art. 2935 c.c.

Nel caso di specie l’Inail ha comunicato con raccomandata A/R del 14.02.01 l’intenzione di esercitare il diritto di rivalsa ex art. 1916 c.c. per l’ammontare delle prestazioni che avrebbe corrisposto e con raccomandata A/R del 14.4.03 di aver corrisposto l’indennità pari ad € 32.812,44 e notificato l’atto introduttivo del giudizio in data 29.5.2004.

Il diritto di surroga vantato dall’Inail, paer quanto sinora detto, non si è , pertanto prescritto .

2) – Merito.

L’Inail ha proposto domanda di condanna al rimborso delle somme erogate in conseguenza del sinistro, pari ad Euro 32.812,44 .

Ora, mentre nei confronti dell’ente datore di lavoro tale azione (di regresso) è disciplinata dagli artt. 10 e 11 dpr 1124/1965, nei confronti del responsabile civile e della assicurazione trova applicazione l’art. 1916 cc. Invero, mentre nel primo caso l’Inail fa valere un diritto proprio nascente da rapporto assicurativo nei confronti di un soggetto del rapporto medesimo (il datore di lavoro) , nei limiti della responsabilità penale per l’infortunio accertato a carico dello stesso datore di lavoro, o di qualsiasi suo sottoposto, di cui egli debba civilmente rispondere secondo le norme generali (alla luce dell’accertamento del fatto-reato che può essere compiuto, come nel caso in esame, dal giudice civile, quando il procedimento nei confronti del datore di lavoro o del suo dipendente si sia concluso rispettivamente con un provvedimento di archiviazione e sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti ex artt. 444 e ss cpp), nell’altro la domanda (di surroga) è diretta a far valere il diritto al risarcimento del danno spettante all’infortunato nei confronti del terzo civilmente responsabile del’infortunio .

Quanto alla azione ex art. 1916 cc, in materia di assicurazioni sociali , affinché l’istituto assicuratore possa subentrare nei diritti dell’assicurato-danneggiato è sufficiente e necessario che dia comunicazione al terzo responsabile dell’ammissione del danneggiato all’assistenza prevista dalla legge , accompagnata dalla manifestazione della volontà di esercitare il diritto di surroga (cfr. in tal senso Cass. Sez. III 5 maggio 2003 , n. 6797). Dalla documentazione alla gata al fascicolo Inail risulta che tale comunicazione è stata regolarmente inviata .

Tanto precisato in ordine al quantum , trattandosi di surroga diretta a far valere il diritto al risarcimento del danno spettante all’infortunato nei confronti del terzo civilmente responsabile dell’infortunio , deve precisarsi che, se da un lato l’Inail ha diritto di ripetere la maggiore somma corrispondente al valore capitale attuale della rendita liquidata, incluse le maggiorazioni introdotte da norme successive, tuttavia tale diritto incontra il limite derivante dall’ammontare del risarcimento del danno dovuto ex art. 2043 cc ( cfr Cass. Sez. III 18 aprile 1996 n. 3665 ) .

Conseguente mente nel caso di specie, non può essere liquidata all’Inail una somma superiore a quella riconosciuta per il danno patrimoniale subito in conseguenza del sinistro come allegato e provato dall’assicurazione. (vedasi sentenze agli atti).

Nelle controversie per gli infortuni sul lavoro il giudice può accogliere l’azione di rivalsa soltanto entro i limiti della somma liquidata in sede civile a titolo di risarcimento dei danni patrimoniali, e questo sia in caso di azione diretta ed immediata di regresso (artt. 10 e 11 d.P.R. n. 1124/1965) sia nell’ipotesi di azione di surroga ai sesni dell’art. 1916 c.c. (Cassazione Civile , sez. III, 10 gennaio 2008, n. 255) .

Alla soccombenza segue la condanna della parte attrice alle spese del giudizio, liquidate d’ufficio in mancanza di nota spese del difensore .

P.Q.M.

Il Giudice Unico del Tribunale di Napoli, definitivamente pronunziando sulla causa di cui in narrativa , ogni altra istanza, eccezione o deduzione disattesa, così provvede:

1) Rigetta la domanda;

2) condanna l’INAIL al pagamento in favore della …S.p.A. , delle spese del presente giudizio, liquidate in Euro 3.80,00 per spese, Euro 1.200,00 per diritti ed Euro 1.720,00 per onorario d’avvocato, oltre rimborso forfettario, I.V.A. e C.P.A. come per legge.

Così deciso in Napoli in data 22 febbraio 2010

Il Giudice Dott.ssa Marida Corso.