La classica bacheca situata nell’androne di moltissimi edifici condominiali ha la funzione, intuibile, di permettere l’affissione in un’area comune, solitamente  transitata da tutti i comproprietari, di comunicazioni d’interesse generale.

Se il condominio ne è sprovvisto, chi può decidere l’installazione di una bacheca?

Quali informazioni possono essere affisse?

Quando si può invocare la lesione del diritto alla riservatezza?

Decisione dell’apposizione di una bacheca

In primo luogo può essere l’assemblea a decidere che si debba acquistare ed installare una bacheca.

Le maggioranze per fare ciò, salvo il caso di scelta di oggetti di particolare valore e pregio, sono quelle ordinarie e quindi:

a)in prima convocazione la maggioranza degli intervenuti all’assemblea che rappresentino almeno la metà del valore dell’edificio (500 millesimi);

b)in seconda convocazione sarà sufficiente che la deliberazione venga approvata con il voto favorevole di un terzo dei partecipanti al condominio che rappresentino almeno un terzo del valore dell’edificio (cioè 333 millesimi).

La decisione può essere presa anche dall’amministratore che, nell’ambito dei propri poteri, può disciplinare l’uso delle cose comuni ed erogare le spese utili a ciò.

Avvisi lecitamente affiggibili

Senza ombra di dubbio potranno essere affissi tutti gli avvisi che in generale richiamino al rispetto del regolamento di condominio, al rispetto delle regole di buon vicinato.

Allo stesso modo la bacheca potrà essere utilizzata per comunicare interruzioni di servizi nel caso di lavori ordinari e straordinari, per avvisare del passaggio del letturista dei contatori dell’acqua, ecc.

Se il regolamento non prevede particolari forme anche l’avviso di convocazione dell’assemblea di condomini potrà essere comunicato ai condomini mediante affissione alla bacheca condominiale.

La giurisprudenza, infatti, ha più volte affermato che per l’avviso di convocazione dell’assemblea, obbligatorio per tutti i condomini ai fini della sua regolare costituzione, non è previsto alcun obbligo di forma che il relativo invito a partecipare debba rivestire, tanto che, […], la comunicazione può essere fatta anche oralmente (così Cass. 1 aprile 2008, n. 8449).

Non v’è motivo, quindi, di non ritenere lecita questa forma di avviso.

Bacheca e violazione della privacy

Non possono essere affisse nella bacheca tutte quelle informazioni in grado di rivelare a terzi dati personali riferibili ai singoli condomini (es. rendiconto, reprimenda contro specifiche persone per violazioni del regolamento di condominio).

V’è conferma di ciò in un provvedimento del Garante della privacy che nel vietare determinate condotte ha, di fatto, legittimato tutte quelle che abbiamo considerato come lecite.

In tal senso l’Autorità per la protezione dei dati personali ha affermato che integra un trattamento illecito (anche in violazione del principio di proporzionalità) la diffusione di dati personali effettuata mediante l’affissione di avvisi di mora (o, comunque, di sollecitazioni di pagamento) in spazi condominali accessibili al pubblico, potendo tali informazioni venire a conoscenza di una serie indeterminata di soggetti, nell’intervallo di tempo in cui l’avviso risulta visibile. L’esposizione di dette informazioni in tali luoghi può contenere solo avvisi di carattere generale utili ad una più efficace comunicazione di eventi di interesse comune (ad esempio, inerenti allo svolgimento dell’assemblea condominiale o relative a comunicazioni urgenti: si pensi ad anomalie nel funzionamento degli impianti), rimettendo a forme di comunicazione individualizzata, o alla discussione in assemblea, la trattazione di affari che importi il trattamento di dati personali riferiti a condomini individuati specificatamente (Provv. 18 maggio 2006).

Fonte: condominiale.lavorincasa.it