Errata costituzione, procura esatta, decadenza dalla prova – Rca

GIUDICE DI PACE DI MARIGLIANO, sentenza del 11 dicembre 2009 – Risarcimento danni – Assenza delle parti all’udienza di assunzione della prova – Decadenza – Concorso di colpa – Liquidazione danni 

UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI MARIGLIANO

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Giudice di Pace di Marigliano Dott. Domenico Chianese ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella  causa iscritta al ruolo n. 2260 del ruolo generale degli affari contenziosi dell’anno 2007, ed avente ad oggetto risarcimento dei danni, riservata alla udienza del 11.12.09,

TRA

Meviox,    C.F.: …, elett.  dom. in Pomigliano …. presso lo studio dell’Avv.  …che lo rappresenta  e difende giusta procura a margine dell’atto introduttivo della lite,   (attore)

CONTRO

CAIO, res. in  … (convenuto contumace)

E  GAMMA  ASS., elett.te dom.ta  in Napoli  …con l’Avv.  … che la rappresenta  e difende giusta procura alle liti in calce all’atto di ricorso attoreo e richiamato in comparsa di costituzione (convenuto)

CONCLUSIONI: come da verbale.

RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO E MOTIVI DELLA DECISIONE

Va in primis dichiarata la contumacia del CAIO, ritualmente evocato in giudizio sebbene non costituito per sua libera ed insindacabile scelta difensiva.

Va di poi dichiarata la sussistenza della condizione di proponibilità prescritta dall’art.148 Dlgs 209/05. L’attore ha allegato la sua richiesta di risarcimento formulata con racc. AR  affoliata in atti  ed essendo elasso il termine di legge intercorrente dal suo ricevimento sino alla proposizione della domanda e di cui alla soprammentovata norma.

Quanto alla titolarità dei veicoli coinvolti nel sinistro, deve dirsi che vi è allegazione dell’ispezione Aci Pra  che  indica nelle parti la suddetta qualità. La stessa documentazione risulta convincere sufficientemente in ordine alla titolarità al momento del sinistro, attesa la peculiarità di beni mobili ancorché registrati  la cui proprietà può essere fornita con qualsiasi mezzo e persino con presunzioni semplici (cfr. Cass. 18370/2002, 4489/2002, 157/99, 3340/99, 6599/98). Quanto alla prova della copertura RCA, essa è pacifica anche per l’inconciliabilità della difesa con la negazione.

La storia processuale del giudizio de quo, registra due eventi caratterizzanti oltre che singolari. All’udienza del 09.01.10, successivamente all’ammissione dei mezzi testimoniali, ambedue le parti erano assenti onde il differimento ex art. 309 cpc. All’udienza successiva, valutato l’effetto ed in assenza di giustificazioni o istanze, era dichiarata la decadenza dai mezzi ex art.208 cpc.

All’udienza di precisazione delle conclusioni, l’attore faceva rilevare però che il procuratore della compagnia era costituita non già per conto della GAMMA bensì della BETA, come si evinceva dalla comparsa. La soluzione di questa discrasia va affrontata preliminarmente poiché ha rilevanza per il merito, avendo la difesa qualche effetto.

Orbene, ex art.157 cpc la nullità va eccepita tempestivamente dalla parte che ne ha interesse. Si condivide che “ai sensi dell’art. 157, comma secondo, cod. proc. civ., affinchè sussista l’obbligo del giudice di esaminare l’eccezione di nullità (relativa) di un atto processuale, è necessario che la deduzione della medesima, ad opera della parte, avvenga nella prima istanza successiva all’atto viziato o alla notizia di esso; in mancanza di tale deduzione, la nullità resta sanata e non può più essere eccepita dalla parte che, non opponendosi nella prima difesa successiva all’atto, ha implicitamente rinunciato a farla valere” (ex multis Cass. civ., Sez. lavoro, 12/11/2008, n. 27026).

Nel caso di specie, l’attore solamente in sede conclusiva ha dedotto tale vizio, dopo che però era pienamente accettato il contraddittorio onde la pacificità dello ius postulandi e della riferibilità alla Gamma dell’attività.

D’altro punto di vista, la dedotta discrasia non ha alcun effetto. Ai sensi dell’art. 319 c.p.c., il convenuto ben può costituirsi senza formalità ed oralmente in udienza, ovvero senza alcuna comparsa di costituzione pur dovendo dimostrare solamente il potere di rappresentanza. Come si legge nella procura alle liti rilasciata al procuratore, è chiara ed inequivocabile la spendita del nome della Gamma onde la legittimazione piena ed esclusiva dell’attività. Del resto, ad infirmare ulteriormente l’eccezione dell’attore, v’è un’ulteriore considerazione. La nullità non può essere in ogni caso dichiarata per due ragioni: in primis, il raggiungimento tipico dello scopo dell’atto è palese, avendo l’attore più volte replicato alle difese altrui; in secundis, proprio perché è indicato in procura il nomen del conferente, l’esame complessivo dell’atto integra la manchevolezza rendendo chiaro che l’attività non può che essere riferibile alla Gamma.

Paradossalmente, l’attore oltre che a dolersi della decadenza di cui all’art.208 cpc deve profittare dell’efficacia della difesa della Gamma. Difatti, va condiviso il principio secondo cui “nell’evoluzione giurisprudenziale, l’onere di contestazione,  con il relativo corollario del dovere, per il giudice, di ritenere non abbisognevole di prova quanto non espressamente contestato, è divenuto principio generale che informa il sistema processuale civile, poggiando le proprie basi non più soltanto sul tenore degli artt.167 e 416 c.p.c., bensì anche sul carattere dispositivo del processo. Tale carattere comporta una struttura dialettica a catena sulla generale organizzazione per preclusioni successive, sul dovere di lealtà e probità, posto dall’art. 88 del c.p.c. (che impone a entrambe di collaborare fin dalle prime battute processuali a circoscrivere la materia realmente controversa , senza atteggiamenti volutamente defatiganti, ostruzionistici  o solo negligenti ) e, infine, soprattutto sul generale principio di economia che deve sempre informare il processo, vieppiù alla luce del novellato art.111 della Costituzione”(cfr Cass. N.26638/2007 e Cass. 7074/2006). La GAMMA non ha di fatti mai negato l’evento, ma ha solo disconosciuto la prova dell’esclusiva responsabilità. Tale atteggiamento, presupponendo il legame con l’assicurato, fa sì che è reso pacifico e non provabile l’evento, pur se le modalità oggetto di prova decadute impediscono l’ulteriore approfondimento ai fini dell’accertamento della responsabilità. In sostanza, è pacifico lo scontro, ma non provata la modalità e la segnaletica di obbligo (avendo l’attore indicato che lo scontro avvenne nell’intersezione a causa del mancato rispetto del segnale di Stop gravante sul convenuto). All’uopo, quindi, va richiamato l’ulteriore principio per cui “in tema di responsabilità civile per i sinistri occorsi nella circolazione stradale, la presunzione di colpa prevista in ugual misura a carico di ciascuno dei conducenti dall’articolo 2054 , secondo comma, cod. civ., ha funzione meramente sussidiaria, giacché opera solo ove non sia possibile l’accertamento in concreto della misura delle rispettive responsabilità” (cfr  Cass. civ., Sez. III, 19/12/2008, n. 29883; Cass. civ. Sez. III Sent., 16/05/2008, n. 12444; Cass. civ. Sez. III Sent., 17/12/2007, n. 26523; Cass. civ. Sez. III, 27/06/2007, n. 14834; Cass. civ. Sez. III, 14/02/2006, n. 3193; Cass. civ. Sez. III, 24/01/2006, n. 1317).

La domanda quindi deve ritenersi parzialmente fondata per la presunta pacificità della paritaria colpa.

Quanto al danno al mezzo, l’attore non ha fornito alcuna prova certa della spesa sostenuta avendo le allegazioni mero valore presunto ed orientativo dell’importo da sostenersi per  le riparazioni. Tuttavia, ben può il preventivo, unitamente alla descrizione testimoniale ed alle raffigurazioni fotografiche, costituire base di una stima equitativa ex art.1226 c.c. per la trasformazione della domanda da originariamente risarcitoria in forma specifica in quella per equivalente, pur sempre nello stretto rispetto del principio indennitario. Valutata la gravità dei danni, stimato il valore commerciale del veicolo al momento del sinistro per tipologia e marca, considerato che non tutti i ricambi risultano irrecuperabili ma riparabili con un livello di lavorazione medio, espunte talune voci per le quali non v’è prova di spesa neanche sotto forma di indizio, avuto riguardo delle allegazioni e del costo della manodopera usualmente applicata in relazione a danni similari, tenuto conto del decremento commerciale e delle condizioni ante sinistro, si ritiene equo fissare in € 1850,00 la somma in diritto del danneggiato da intendersi già all’attualità. Non può accordarsi la ripetizione dell’iva per la condizione di imprenditore del danneggiato.

Dalla pronunzia della sentenza, con la trasformazione dell’obbligazione di valore in debito di valuta, sono dovuti ex art.1282 c.c., sulla somma complessivamente liquidata gli interessi al saggio legale (cfr Cass. n.13470/99 e n.4030/98).

In ragione del concorso, al danneggiato va in effetti il diritto sulla somma di € 925,00.

Le peculiari ragioni, la valutazione dell’effetto della presunzione e la decadenza reciproca inducono a compensare interamente tra le parti le spese di lite.

Accolta la domanda di attribuzione.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace, definitivamente pronunziando, ogni altra istanza o eccezione disattesa e respinta, così provvede :

A)-Sulla domanda proposta da Meviox  dichiara la pari responsabilità di B in merito alla produzione del sinistro;

B)-Di conseguenza, lo condanna in solido con la GAMMA ASS. al risarcimento e pagamento a favore del primo della somma complessiva di € 925,00 oltre interessi dal deposito della presente sentenza, corrispondente alla metà della somma indicata per il concorso.

C)-Compensa interamente tra le parti le spese di lite.

D)- Sentenza esecutiva ex lege.

Così deciso in Marigliano addì 11.12.2009

Il Giudice di Pace

Dott. Domenico Chianese

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