Guida sotto l’effetto di stupefacenti e confisca dell’auto in caso di sinistro

Cassazione – Sezione quarta – sentenza 12 gennaio – 6 aprile 2010, n. 12826
Presidente Campanato – Relatore Iacopino
Ricorrente Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Genova

Con sentenza del 22/10/2008 il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Genova, su concorde richiesta delle parti, ha applicato a Sema Julian la pena di mesi due di arresto, sostituiti con la corrispondente pena pecuniaria di euro 2280,00 di ammenda ed euro 4000,00 di ammenda, quindi complessivamente la pena di euro 6280,00 di ammenda per il reato di cui all’art. 186 co. 2 lett. a) D.L.vo 285/1992 (guida in stato di ebbrezza con un valore di tasso alcolemico di 0,63 gr./l) e per la contravvenzione prevista dall’art. 187 comma 7 del medesimo testo normativo (guida in stato di alterazione psicofisica correlato con l’uso di sostanze stupefacenti). Il giudice ha concesso le attenuanti generiche equivalenti all’aggravante contestata di avere provocato un incidente stradale e ha ritenuto la continuazione tra i fatti ascritti.
Ha proposto ricorso per cassazione il Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Genova deducendo inosservanza ed erronea applicazione degli artt. 187 D.L.vo 285/1992 ed 81 cpv cp. Il giudice avrebbe dovuto disporre la confisca del veicolo la quale prescindeva sia dall’accesso al rito alternativo sia dalla concessione della sospensione condizionale della pena. Ha poi censurato la decisione del giudice di ravvisare la continuazione tra i due reati contestati.

Motivi della decisione

Il primo motivo di gravame è fondato.
Correttamente il Procuratore Generale ha rilevato che l’art. 187 comma bis D. L.vo 285/1992, come modificato dall’art. 4 D.L. 23/5/2008 n. 92, convertito dalla L. 24/7/2008 n. 125, prescrive che, se il conducente in stato di alterazione psicofisica, dopo avere assunto sostanze stupefacenti, provoca un incidente stradale, si applicano le disposizione dell’ultimo periodo del comma 1 le quali fanno riferimento alle disposizioni dell’articolo 186 comma 2 lett. c) quinto e sesto periodo secondo cui con la sentenza di applicazione della pena a richiesta delle parti, anche se la stessa è stata condizionalmente sospesa, è sempre disposta la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato ai sensi dell’art. 240 2° comma codice penale, salvo che questo appartenga a persona estranea al reato. Poiché il prevenuto è risultato anche positivo alla cocaina e, guidando in tale stato, ha provocato un incidente stradale, il giudice avrebbe dovuto valutare se ricorrevano le condizioni per disporre la confisca dell’auto, soprattutto verificando che il mezzo non appartenesse a terzi. Secondo l’art. 445 co. 1 cpp, la confisca andava disposta, ove ritenuta applicabile, anche se non contemplata dal patto. Peraltro, in tema di successioni di leggi nel tempo, il principio di irretroattività della legge penale, opera con riguardo alle norme incriminatrici e non anche con riferimento alle misure di sicurezza (Cass. Sez. 1, Sent. n. 7116 dell’8/11/2007 Cc, Rv 239302; Sez. 4 Sent. 9986 del 27/1/2009 Cc, Rv 243297). Pertanto, la confisca obbligatoria del veicolo con il quale è stato commesso il reato trova applicazione anche relativamente ai fatti commessi prima dell’entrata in vigore dell’art. 4 della L. n. 125 del 2008 che la ha introdotta, come appunto nel caso in esame in cui i fatti sono stati realizzati il 25/12/2007.
La seconda doglianza non può essere accolta.
Il Gip ha ravvisato la continuazione tra i due reati ascritti “in ragione della loro contestualità”. Affermando che vi era contestualità, ha implicitamente ritenuto che le due violazioni di legge – dell’art. 186 e dell’art. 187 Codice della Strada – integrate dal comportamento dell’imputato e contraddistinte dalla diversità della causa dell’alterazione psicofisica, fossero esecutive di un medesimo disegno criminoso.
Per il giudice, poiché le contravvenzioni sono punite a titolo di dolo o di colpa, il prevenuto aveva voluto porsi alla guida del veicolo nella consapevolezza delle sue condizioni originate da causa diversa ed aveva ciò fatto con una programmazione che contemplava nelle sue linee generali l’attività di conduzione del mezzo sotto l’influenza dell’alcol e la contemporanea realizzazione della stessa anche nello stato di alterazione psicofisica per uso di sostanza stupefacente.
La sentenza impugnata, quindi, va annullata limitatamente alla applicabilità della confisca del veicolo con rinvio al Tribunale di Genova.

P.Q.M.

Annulla la sentenza impugnata limitatamente all’applicabilità della confisca del veicolo con rinvio al Tribunale di Genova.
Rigetta nel resto.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

diciotto − quattordici =