Costrinse tre ragazzi al saluto romano. La Cassazione: «Violenza e lesioni»

Le vittime erano state costrette ad alzare il braccio destro e a gridare «Viva il duce»

Costringere qualcuno, «esercitando violenza», ad «alzare il braccio destro gridando “Viva il duce”» è reato. Lo sancisce la Cassazione, confermando la decisione della Corte d’Appello di Bologna, che aveva condannato un ragazzo per «lesioni dolose e violenza privata» nei confronti di tre giovani vittime.

Il ragazzo era stato condannato dalla Corte d’Appello per «aver dato manforte a un amico – si legge nella sentenza – che stava esercitando violenza nei confronti di tre giovani nel tentativo di indurli ad alzare il braccio destro gridando “Viva il duce”». L’amico è stato giudicato in un procedimento separato. Il ragazzo in questione, invece, aveva fatto ricorso in Cassazione sostenendo di essere intervenuto solo per proteggere il suo amico, che aveva dato inizio all’azione di prepotenza, temendo una reazione degli altri tre ragazzi. La Quinta Sezione Penale, però, ha riconosciuto la responsabilità del giovane nel tentativo di costringere le tre vittime e ha rigettato il ricorso. I Supremi Giudici hanno ritenuto «ragionevole e immune da vizi logici» la sentenza della Corte d’Appello, condannando il ragazzo anche al pagamento di mille euro, oltre alle spese processuali.

Fonte: corriere.it

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