CdS: In presenza di lesioni la sanzione può scattare all’istante

In tutte le ipotesi di coinvolgimento di un soggetto in un incidente stradale con lesioni ora può scattare subito il ritiro immediato della patente di guida. Ma solo se risulta evidente alla polizia la responsabilità dell’autista con contestazione di una violazione alle regole di condotta. E per i soggetti appiedati non potrà essere richiesto nemmeno il permesso provvisorio di circolazione. Lo dispone il nuovo articolo 223 del Codice della strada dopo le modifiche introdotte dalla legge di riforma n. 120 del 29 luglio 2010, nel rispetto delle istruzioni ministeriali del 12 agosto scorso. In caso di reati per i quali è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione o revoca della patente, il codice stradale stabilisce che l’agente accertatore deve ritirare immediatamente la licenza di guida per trasmetterla alla prefettura entro dieci giorni assieme al relativo rapporto. Successivamente, il prefetto, ricevuti gli atti, ordinerà la sospensione provvisoria della validità della patente di guida fino a un massimo di due anni, senza più la necessità del preventivo parere del dipartimento per i trasporti terrestri. Il comma 2 dell’art. 223 del codice della strada, come riformulato dalla legge n. 120/2010, stabilisce invece che il ritiro immediato della patente deve essere effettuato anche quando il conducente provoca un sinistro dal quale derivano lesioni personali colpose o la morte di una o più persone. Ovviamente, pur nel silenzio della norma, l’organo di polizia non è tenuto ad acquisire subito il referto medico (si tratterebbe di un presupposto operativamente irrealistico), ma deve constatare gli elementi oggettivi, come la presenza evidente di ferite, riferendosi anche ad eventuali attività del personale sanitario intervenuto sul luogo dell’evento ma soprattutto accertare la palese responsabilità del conducente. Per effettuare il ritiro immediato della patente non è però necessario attendere la proposizione di querela per le lesioni personali colpose in quanto la stessa è solo una condizione di procedibilità e non un elemento costitutivo del reato. Il prefetto, ricevuti gli atti, disporrà poi la sospensione provvisoria della validità della patente di guida, fino a un massimo di tre anni, se sussistono fondati elementi di un’evidente responsabilità. Con riferimento al ritiro del documento in strada il Ministero dell’interno, con la circolare prot. n. 300/A/11310/10/101/3/3/9 del 12 agosto 2010, ha chiarito che la nuova procedura di ritiro immediato della patente si applica soltanto se nell’immediatezza dell’incidente stradale risulta evidente la responsabilità o corresponsabilità del conducente e viene redatto subito un verbale di contestazione. La licenza di guida non può invece essere ritirata immediatamente dall’agente accertatore qualora la violazione non venga contestata subito a causa della complessità del sinistro o per la mancanza di elementi concreti e univoci. Non scatterà pertanto il ritiro contestuale della patente quando la responsabilità del sinistro sia attribuita dopo l’evento, in seguito alla ricostruzione effettuata a tavolino dagli organi di controllo. In tali circostanze l’organo accertatore, conclusi gli accertamenti, dovrà comunque inviare alla prefettura nel più breve tempo possibile il rapporto con la copia dell’eventuale verbale di contestazione debitamente notificato. Restano esclusi dal campo di applicazione del secondo comma dell’articolo 223 i casi in cui a rimanere ferito sia soltanto il conducente che ha provocato l’incidente. Contro il provvedimento prefettizio di sospensione provvisoria della patente di guida adottato ai sensi dell’articolo 223 del codice della strada l’interessato, entro trenta giorni dalla notificazione, può proporre opposizione al giudice di pace competente per territorio in relazione al luogo dell’avvenuta violazione. Attenzione al permesso di guida ad ore introdotto con la riforma d’agosto nell’art. 218 del codice stradale, in caso di sospensione della patente conseguente ad infrazioni di carattere amministrativo. L’istituto non può essere applicato all’ipotesi prevista dall’art. 223 del codice stradale conseguente ad ipotesi di reato, tanto più che letteralmente l’art. 218 Cds esclude espressamente questo permesso in ogni caso di sinistro.

Fonte: Italiaoggi

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