Assegni disponibili in quattro giorni lavorativi dopo la data di versamento e nessuna spesa per le comunicazione che la banca invia telematicamente al cliente. Sono queste alcune delle novità che l’Abi (Associazione bancaria italiana) segnala al mondo bancario dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo 141/2010 sulla riforma del credito al consumo e agenti e mediatori.

La disposizione in oggetto riprende a sua volta la disposizione della manovra e stabilisce novità sulle tempistiche di data di valuta e data di disponibilità per gli assegni circolari e bancari tratti su banche italiane.

I tempi di disponibilità economica dunque non posso superare a decorrere dal primo aprile 2010 i quattro giorni lavorativi successivi alla data di versamento mentre la data di valuta per il beneficiario non può superare rispettivamente uno e tre giorni lavorativi successivi alla data di versamento.

Precisazioni anche per il calcolo degli interessi sul versamento degli assegni:

a) dal giorno in cui è effettuato il versamento, per gli assegni circolari emessi dalla stessa banca e per gli assegni bancari tratti sulla stessa banca1 presso la quale è effettuato il versamento;

b) per gli assegni diversi da quelli di cui alla lettera a), dal giorno lavorativo successivo al versamento, se si tratta di assegni circolari emessi da una banca insediata in Italia, e dal terzo giorno lavorativo successivo al versamento, se si tratta di assegni bancari tratti su una banca insediata in Italia.

E sarà poi possibile per il Cicr, comitato interministeriale per il credito e il risparmio, stabilire termini inferiori a quelli di cui si è detto in relazione all’evoluzione delle procedure telematiche disponibili per la gestione del servizio di incasso degli assegni.

Spese addebitabili alla clientela. Zero spese se la comunicazione arriva online. Per il comma 1 dell’articolo 127-bis, infatti, le banche e gli intermediari finanziari non possono addebitare al cliente spese, comunque denominate, inerenti alle informazioni e alle comunicazioni previste ai sensi di legge trasmesse con strumenti di comunicazione telematiche. Inoltre le modifiche unilaterali delle condizioni del contratto sono gratuite indipendentemente dagli strumenti di comunicazione erogati. Le comunicazioni unilaterali devono essere approvate specificatamente, e sono attinenti a tassi, a prezzi e ad altre condizioni previste dal contratto qualora sussista un giustificato motivo. Negli altri contratti di durata la facoltà di modifica unilaterale può essere convenuta esclusivamente per le clausole non aventi ad oggetto i tassi di interesse, sempre che sussista un giustificato motivo. è poi previsto che se il cliente richiede alla banca o all’intermediario finanziario informazioni o comunicazioni frequenti le spese sono a carico del cliente.

Fonte: italiaoggi.it ( Domenico Morosini )