L’avvocato è sempre più tecnologico

Un’indagine della Bocconi e di Adobe evidenzia che la professione va cambiando rapidamente

I motori? Il processo telematico, la pec e le prove su file
Avvocati oggetto di studio. Per la ricerca «Professioni e Tecnologie. Il ruolo delle innovazioni tecnologiche nel modo di affrontare le nuove sfide socio-economiche» promossa da Adobe Systems Italia e svolta dall’università Bicocca, il dipartimento di sociologia e ricerca sociale dell’ateneo milanese ha scelto questa categoria per studiare l’impatto dell’evoluzione tecnologica sui professionisti. «Il processo di evoluzione tecnologica è diviso in due fasi», spiega Massimo Melica, managing partner dello studio Melica Scandelin & Partners. «La prima è quella dell’informatizzazione, che per gli avvocati è ormai conclusa perché i computer sono strumenti di lavoro quotidiani.

La seconda invece, quella della digitalizzazione, è ancora alla fase embrionale».

Digitalizzazione significa trasferire in formato digitale l’imponente mole documentale che caratterizza la professione dell’avvocato. «Nella maggior parte dei casi i dati si trovano ancora su server diversi», osserva Melica, «e la divisione digitale geografica è elevata».

A Milano il processo di digitalizzazione è avanzato, in parte grazie al successo del Processo civile telematico che ha favorito l’adozione e l’accettazione da parte dei professionisti del formato digitale.

Il servizio consente di depositare gli atti presso gli uffici giudiziari, di inviare e ricevere notifiche e di consultare i dati presso gli uffici stessi. «Nelle altre piazze italiane, Roma inclusa, la spinta da parte del Ministero non è stata altrettanto efficace», sottolinea l’avvocato.

Il futuro tuttavia va nella direzione della tecnologia. Dal 2004 i professionisti possono consultare banche dati di registri online e la diffusione della firma elettronica digitale e della posta elettronica certificata sarà un altro fondamentale passo di questo processo.Attraverso Polisweb, gli avvocati registrati e che hanno una firma digitale con certificato di autenticazione possono collegarsi al portale e visualizzare lo stato dei propri fascicoli presso i Tribunali civili e le Corti d’appello. «Il vantaggio della digitalizzazione per i professionisti e per gli studi è duplice. Internamente permette una migliore gestione dello studio, e esternamente un dialogo più veloce con gli uffici giudiziari», conclude Melica, che sottolinea tuttavia che per il momento solo circa il 7% dei professionisti si è dotato di una posta elettronica certificata.

«Per la ricerca abbiamo individuato professioni significative che hanno allo stesso tempo una grande necessità di usare tecnologie e che possono essere aiutate nel lavoro dagli strumenti frutto dell’innovazione tecnologica», interviene Andrea Valle, enterprise solution development manager di Adobe Systems South-West Europe. «La categoria forense è significativa, oltre per esempio a quella notarile, ma ha un’importanza notevole anche dal punto di vista numerico perché gli avvocati in Italia sono oltre 250 mila», aggiunge il manager.

In particolare la ricerca ha fatto emergere l’allargamento della materia tecnologica che interessa ai professionisti, che in passato usavano in particolare servizi specifici per la professione.

Secondo Valle è emerso anche un ostacolo culturale nei confronti dell’evoluzione tecnologica, che è stata particolarmente veloce negli ultimi anni. Un ostacolo che il cambio generazionale sta lentamente rimuovendo. «La tendenza in atto prescinde da una professione specifica e anche le categorie più tradizionali sono contagiate dai nuovi strumenti perché cambia l’abitudine di maneggiare la carta», commenta Valle. Per questo motivo l’evoluzione di Adobe si concentra nello sviluppo di strumenti che rendano più efficaci le attività svolte quotidianamente al computer senza stravolgere le abitudini e le modalità operative quotidiane dei professionisti.

«Le criticità sono nella raccolta e nello scambio di informazioni, quindi di documenti elettronici», spiega Valle, «e in particolare nella gestione sicura del documento e nella firma digitale che lo rende probatorio». Nell’ambito dei prodotti Adobe, un particolare successo tra gli avvocati è riscosso dagli strumenti di riduzione e modifica dei documenti, «con Acrobat 9 si può fare una semplice ricerca sul termine e poi effettuare la sostituzione in modo sicuro», con la numerazione e classificazione della documentazione.

Un’altra funzione specifica è quella che permette di acquisire documenti cartacei da scanner con un riconoscimento ottico, che permette la ricerca di parole all’interno del documento. Nonostante l’innovazione, alcune funzioni restano dei «grandi classici». Come quella di confronto tra due documenti, che evidenzia le differenze e permette di visualizzare immediatamente le modifiche apportate, per esempio, a un contratto. Una funzione supportata dalle prime versioni di Acrobat che continua a riscuotere successo tra gli avvocati, «dai praticanti a chi ha più esperienza», precisa Valle. Andrea Altavista

Fonte: AVVOCATI OGGI – ITALIA OGGI SETTE

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