CNF Circ. 29-C-2010 : trasmissione del Regolamento per il riconoscimento del titolo di avvocato specialista

Cari Presidenti,

Vi trasmetto il testo del regolamento per il riconoscimento del titolo di avvocato specialista che il Consiglio nazionale ha approvato nella seduta amministrativa del 24 settembre. Il regolamento entrerà in vigore il 30 giugno 2011, ed è prevista una prima fase applicativa di carattere sperimentale, al termine della quale potranno essere decisi modifiche ed adattamenti opportuni. Il testo è corredato di una diffusa relazione che dà conto delle scelte compiute e tiene conto di tutte le osservazioni pervenute. Il regolamento è infatti il risultato di un ampio processo di consultazione che ci ha occupati negli ultimi mesi, ed al quale hanno partecipato molti Ordini e numerose Associazioni, condividendo in larghissima maggioranza lo spirito ed il senso dell’iniziativa, ed offrendo puntuali suggerimenti migliorativi, soprattutto nella proficua Assemblea dello scorso 18 settembre.
Le specializzazioni sono un tema di pluridecennale discussione, e sono oggi divenute un passaggio ineludibile verso la modernizzazione della categoria, per dotare l’Avvocatura italiana di nuovi strumenti idonei a garantire la qualità delle prestazioni professionali, nell’interesse dei cittadini. Un passaggio non più rinviabile, soprattutto alla luce delle letargiche lentezze di Governo e Parlamento, che, a fronte delle promesse solennemente ribadite anche nei nostri congressi, hanno arrestato la discussione del progetto di legge di riforma dell’ordinamento forense, che giace al Senato senza alcuna certezza in ordine alla calendarizzazione dei lavori. Nel frattempo, erratiche ed estemporanee iniziative normative in materia di giustizia si succedono senza la previa, opportuna, e legislativamente dovuta consultazione dell’Avvocatura.
Era dunque indispensabile dare un segnale forte alla politica ed al Paese, manifestando in modo inequivocabile la volontà della categoria di procedere nelle necessarie riforme che valorizzino adeguatamente il ruolo degli avvocati nell’amministrazione della giustizia, e più in generale il ruolo sociale di un’Avvocatura garante dei diritti dei cittadini.
Ed era necessario farlo ora, in modo che questo messaggio forte e chiaro arrivi a tutti dal prossimo Congresso di Genova, dove l’Avvocatura deve non solo esprimere le ineludibili richieste, ma anche dimostrare di essere in grado di elaborare e governare – anche da sola, se necessario – i cambiamenti che i tempi richiedono.
Sappiamo bene che il processo che abbiamo intrapreso è largamente condiviso.
Non mancheranno – come detto – tempi e luoghi per gli aggiustamenti opportuni: tuttavia è necessario che, in questa fase così delicata, l’Avvocatura si presenti unita e compatta, e i pur comprensibili motivi di puntuale disagio su specifiche misure non siano espressi in forme e modalità tali da vanificare le ragioni di solidarietà ed unità. La stessa unità che l’Avvocatura ha saputo dimostrare con riguardo al progetto di riforma dell’ordinamento forense, del quale le specializzazioni costituiscono parte integrante e qualificante, e che la nostra attuale iniziativa intende proprio rilanciare con forza. La stessa preziosa unità che alza il velo sulla insufficienza della politica, rimuovendo ogni possibile scusa basata sulla nostra frammentazione.
Ciò detto, richiamo la vostra attenzione sul fatto che nulla in questo regolamento vi è di obbligatorio, nulla di irreversibile e nulla di automatico.
Nulla di obbligatorio perché, a parte ciò che è necessario per conseguire il titolo, l’acquisizione di quest’ultima non è obbligatoria ma corrisponde ad una facoltà che è anche un’opportunità soprattutto per i più giovani; nulla vi è di irreversibile perché l’art. 13) si occupa di dire che al termine del periodo di sperimentazione sino al 30.6.2012, questo Consiglio apporterà tutte le modifiche che – suggerite anche da voi – saranno ritenute necessarie per eliminare lacune o mancanza di coordinamento ma soprattutto per revisionare, se necessario, l’elenco delle aree di specializzazione; nulla vi è di automatico perché l’art. 14) si occupa di chiarire che l’anzianità non determina un effetto trascinamento e di per sé non attribuisce il titolo di specialista essendo l’interessato sottoposto ad un doppio vaglio, del consiglio territoriale di appartenenza e del Consiglio nazionale forense.
Confidando nella condivisione dei sentimenti che hanno governato l’elaborazione del testo , porgo a tutti i calorosi saluti del Consiglio nazionale, oltre che i miei personali.

ALLEGATI:

N. 29-C-2010 (2139.64 Kb)

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