Specializzazioni con avvio soft

AVVOCATI/ Il Cnf ha reso noto il regolamento. Diploma in non più di due aree del diritto. Una prima fase sperimentale. E poi possibili le modifiche.Specializzazioni forensi al via dal 30/6/2011. Ma senza «traumi», perché è prevista una prima fase applicativa di carattere sperimentale, al termine della quale, se verranno evidenziate criticità, potranno essere decisi «modifiche e adattamenti opportuni». Il Consiglio nazionale forense ha presentato ieri, con una lettera ai vertici degli ordini forensi, dell’Organismo unitario dell’avvocatura e delle associazioni forensi la road map delle norme sulle specializzazioni, che hanno visto la luce il 24 settembre scorso. Spiegando che non si tratta di un vincolo, bensì una chance in più per rafforzare la qualità delle prestazioni dei professionisti e per incrementare la fiducia nel cittadino-cliente nei confronti della categoria. Nel regolamento si specifica che è specialista l’avvocato che ha acquisito, in una delle aree del diritto, una specifica e significativa competenza teorica e pratica, il cui possesso è attestato da apposito diploma rilasciato esclusivamente dal Cnf e che deve essere conservata nel tempo secondo il principio della formazione continua, nei termini ed alle condizioni che seguono. Si può conseguire il diploma di specialista in non più di due aree del diritto comprese fra diritto di famiglia, diritto della responsabilità civile e delle assicurazioni, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto industriale, diritto della concorrenza, diritto tributario, diritto amministrativo, diritto della navigazione, diritto dell’Unione europea e diritto penale. Questo elenco, specifica il Cnf, potrà essere rivisto, su suggerimento degli ordini e delle associazioni della categoria. Per conseguire il titolo di avvocato specialista, l’avvocato deve: aver maturato un’anzianità di iscrizione all’albo, ininterrotta, di almeno sei anni all’atto della presentazione della domanda per sostenere l’esame; non aver riportato nei tre anni precedenti la presentazione della domanda una sanzione disciplinare definitiva conseguente a un comportamento realizzato in violazione del dovere di competenza o di aggiornamento professionale; non essere stato destinatario nei due anni antecedenti la domanda della sanzione; aver frequentato, proficuamente e continuativamente, per almeno un biennio, una scuola, od un corso di alta formazione riconosciuti dal Cnf e tenuti da enti, o soggetti iscritti nell’apposito registro ed aver conseguito il relativo attestato non prima di due anni rispetto alla data di presentazione della domanda. La frequenza delle scuole, o dei corsi di alta formazione dovrà avere durata non inferiore al biennio.

Fonte: Italiaoggi

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