Risponde di lesioni colpose anche il possessore del cane, non solo il proprietario, in caso di morso ad un passante

Corte di Cassazione Sez. Quarta Pen. – Sent. del 27.09.2010, n. 34813

Motivi della decisione

Con sentenza del 19 maggio 2009 il Tribunale di Palermo dichiarava V. M. colpevole di lesioni colpose in danno di M. L. P. che, in data 15-12-2004, era stata morsa dal cane appartenente all’imputato, e, concesse le attenuanti generiche, lo condannava alla pena di 100,00 euro di multa e al risarcimento del danno in favore della costituita parte civile.
L’imputato ha proposto ricorso per cassazione, con il quale deduce violazione di legge e difetto di motivazione per la ritenuta sussistenza di un rapporto di causalità tra la condotta ascrivibile all’imputato e l ‘evento lesivo
In sostanza si duole che si sia giunti alla affermazione della sua responsabilità senza tenere conto che il cane era della famiglia, più precisamente era di proprietà della madre o della nonna, e che egli era intervenuto solo, quando aveva sentito le urla della ragazza per riportare il cane nella abitazione
Il motivo di ricorso è manifestamente infondato.
Il Tribunale ha osservato che l’animale era sicuramente nel possesso del V. e ciò ha desunto dal fatto che fu proprio il V. a richiamare il cane, a dare spiegazioni ai verbalizzanti e a portare l’animale dai veterinari per i controlli, che egli abitava nella casa della madre e si rapportava quotidianamente con l’animale che gli ubbidiva e che portava a passeggio.
Correttamente dunque egli, è stato ritenuto responsabile dell’omessa custodia dell’animale, obbligo che ai sensi dell’art 672 c.p. sorge in capo al possessore, indipendentemente dalla proprietà dell’animale, possesso da intendersi in senso ampio come gia chiarito da questa stessa sezione con sentenza del 16-12-1998 n. 599 rv 212404, secondo cui “In tema di custodia di animali, l’obbligo sorge ogni volta che sussista una relazione di possesso o di semplice detenzione tra l’animale e una data persona, posto che l’art. 672 cod. pen. relaziona l’obbligo di non lasciare libero l’animale o di custodirlo con le debite cautele al possesso dell’animale, possesso da intendersi come detenzione anche solo materiale e di fatto senza che sia necessario che sussista ‘una ‘ relazione ‘ di proprietà in senso civilistico (Fattispecie in tema di responsabilità per lesioni colpose cagionate dal morso di un cane).
Il ricorso deve pertanto essere dichiarato inammissibile ai sensi dell’ art. 591, lett D, cod. proc pen. per intervenuta rinuncia.
Segue, come prescritta dall’art. 616 stesso codice, la condanna al pagamento delle spese. processuali e al versamento della somma di euro 1000,00.. (mille/00), equitativamente determinata, in favore della cassa delle ammende, non ravvisandosi ragioni, anche alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 186 del 2000, per escludere tale ultima condanna.

P.Q.M.

La Corte:

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 1000,00 in favore della cassa delle ammende

Depositata in Cancelleria il 27.09.2010

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