Conciliazione e formazione: l’integrazione riservata ai “vecchi” conciliatori

Per essere mediatore civile è necessario non aver riportato condanne definitive per delitti non colposi o a pena detentiva, non essere incorso nell’interdizione ai pubblici uffici e (in alternativa) essere iscritti ad albi professionali in materie economiche e giuridiche con anzianità d’iscrizione di almeno 15 anni oppure essere magistrati in quiescenza o ancora aver partecipato a corsi di formazione tenuti da enti pubblici o privati accreditati della durata di 40 ore e con una valutazione finale. Questi criteri sono destinati a mutare alla pubblicazione (attesa da un momento all’altro) del nuovo regolamento che introduce importanti novità. In primo luogo la possibilità di iscrizione negli elenchi degli organismi verrà estesa a tutti coloro che sono in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di laurea universitaria triennale ovvero, in alternativa, iscritti a un ordine o a un collegio professionale. Cade così una importante barriera per molte professionalità fino a oggi non coinvolte in questo tipo di istituto giuridico (geometri, medici, architetti ingegneri, agronomi, biologi eccetera). Poi sarà sempre necessario effettuare un percorso formativo di durata non inferiore a 50 ore composto da corsi teorici e pratici, con un massimo di trenta partecipanti per corso, comprensivi di sessioni simulate partecipate dai discenti e in una prova finale di valutazione della durata minima di quattro ore, articolata distintamente per la parte teorica e pratica.  È anche previsto un obbligo di aggiornamento formativo perlomeno di 18 ore. Questi corsi possono essere effettuati, come per il passato, solo da enti formatori autorizzati dal ministero della Giustizia con docenti legittimati a svolgere le lezioni. Qualche perplessità suscita la gestione degli elenchi di mediatori da parte degli organismi in relazione all’adeguamento ai nuovi parametri. Il testo della norma in fase di pubblicazione dà sei mesi ai mediatori per adeguare la propria posizione ai requisiti indicati dal nuovo regolamento. È opinione diffusa che, per chi ha già effettuato un corso di 40 ore così come previsto dagli attuali regolamenti, secondo la nuova normativa sia sufficiente una integrazione attraverso un corso di 10 ore.  Non risulta, però, che questo nel testo sia specificato in modo chiaro così come non sembra sia indicata con evidenza la posizione di coloro che hanno effettuato il corso e superato la prova di valutazione, ma non sono ancora iscritti presso un organismo. Non pare, del resto, ci siano anche riferimenti espliciti sull’efficacia della valutazione già effettuata o se sarà, invece, necessario effettuare una ulteriore prova. È fondato ritenere, tuttavia, che gli uffici competenti daranno una lettura della norma non penalizzante per coloro che hanno già seguito percorsi di formazione, confermando la validità dei corsi integrativi organizzati dagli enti accreditati. È anche auspicabile un riconoscimento della preparazione effettuata dai molti mediatori con competenze professionali differenti da quelle economiche e giuridiche che svolgevano tale attività negli organismi di mediazione, ma non ai sensi della normativa societaria (a loro non consentita). È certo che per gli enti formatori, gli organismi accreditati e gli stessi mediatori, il nuovo regolamento costituirà un momento di revisione e riorganizzazione dell’attività in funzione dell’ingente mole di controversie per le quali, secondo le stime, dovranno essere avviati tentativi di mediazione dall’entrata a regime della norma nel marzo 2011.

Fonte: IlSole24Ore

CONCILIAZIONE. Il Dlgs 28/2010 segna due momenti distinti: quello della fase dinamica e procedurale, la «mediazione», e quello dell’eventuale soluzione del problema, la «conciliazione»

CONCORDATA (mediazione). La mediazione è concordata (o contrattuale) quando è legata alla presenza di una clausola che la prevede

CREDITO D’IMPOSTA. Alle parti che corrispondono al mediatore l’indennità è riconosciuto
un credito d’imposta non superiore a 500 euro in caso di successo, ridotto alla metà nel caso di insuccesso

DELEGATA (mediazione). La mediazione è delegata (o sollecitata) quando il giudice adito, in qualunque momento della trattazione del merito, anche nel giudizio di appello, invita le parti a tentare una mediazione

DOMANDA. La domanda di mediazione è presentata mediante deposito di un’istanza presso un organismo accreditato. Può essere redatta in carta libera o con moduli o formulari predisposti dall’organismo e non è soggetta a oneri fiscali

FACOLTATIVA (mediazione). La mediazione è facoltativa (o volontaria) quando le parti decidono autonomamente e di comune accordo di tentare la conciliazione

INCENTIVI FISCALI. Tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura. Il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro entro il limite di valore di 50mila.000 euro, altrimenti l’imposta è dovuta per la parte eccedente

INFORMATIVA. L’avvocato deve informare per iscritto l’assistito della possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione, delle connesse agevolazioni fiscali e dei casi nei quali il tentativo di conciliazione costituisce una condizione di procedibilità

MEDIAZIONE. L’attività svolta da un terzo, finalizzata ad assistere le parti in lite nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia o nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa. Nella mediazione le parti sono protagoniste del procedimento: decidono se avviarla, parteciparvi e accettare l’eventuale accordo, senza affidare ad altri (giudice o arbitro) il compito di decidere la loro controversia

Il modello disegnato dal Dlgs 28/2010 rappresenta un ibrido tra la mediazione facilitativa e quella valutativa. Nella prima lo scopo del mediatore è quello di agevolare la negoziazione tra le parti, astenendosi dall’esprimere giudizi e valutazioni. Nella seconda, invece, il mediatore aiuta le parti nel raggiungimento di un accordo fornendo loro un suo parere sulla controversia e formulando una soluzione non vincolante . Il Dlgs 28/23010 menzionato prevede che il mediatore svolga inizialmente un ruolo facilitativo e che , solo in caso di insuccesso ed a determinate condizioni, possa poi passare a un ruolo valutativo

OBBLIGATORIA (mediazione). La mediazione è obbligatoria quando il tentativo di mediazione costituisce un passaggio necessario prima dell’eventuale giudizio ordinario

RICICLAGGIO. All’attività di mediazione è esteso l’obbligo di segnalazione di operazioni sospette di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo previsto dal Dlgs 231/2007

4 pensieri su “Conciliazione e formazione: l’integrazione riservata ai “vecchi” conciliatori

  1. Piergiorgio Mazza

    Gent. Avv. Alfano,
    io mi trovo nella condizione di essere mediatore con il vecchio sistema, cioè almeno 15 anni di iscrizione all’albo dei dottori commercialisti, corso di 8 ore presso la camera arbitrale del Piemonte, con esame finale. Ora mi dicono che non vale nulla e che devo fare il corso di 50 ore. Per caso sa qualcosa in merito?
    Grazie
    Piergiorgio Mazza

  2. Paolo Alfano Autore articolo

    Gent.mo dott. Mazza,
    credo che le notizie in suo possesso siano giuste, si informi presso la camera arbitrale dove ha svolto il primo corso per l’integrazione eventuale presso la stessa sede del corso già svolto.
    Troverà tutte le informazioni, ad ogni buon conto, nel decreto ministeriale.
    Saluti.

  3. Paolo Alfano Autore articolo

    Purtroppo di corsi soltanto telematici credo che al momento non ce ne siano, ho notato che le “integrazioni” da 10 ore vengono organizzate in questo periodo dagli stessi Enti che hanno già rilasciato i primi attestati.
    Mi informo comunque, magari qualche corso online esce fuori e non mancherò di comunicartelo!

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