Il Direttivo Nazionale dell’UNAGIPA, convocato d’urgenza a Roma il 2 dicembre u.s., ha esaminato il testo di un disegno di legge che il Ministro Alfano ed il Sottosegretario Caliendo hanno posto all’ordine del giorno della seduta del Consiglio dei Ministri programmata per martedì  scorso e rinviata solo poche ore prima.

Il Ministero di via Arenula, in persona del Sottosegretario Caliendo, smentendo ancora una volta i reiterati impegni del Ministro Alfano a favore della stabilizzazione della magistratura di pace, ha riproposto un disegno di legge già ritenuto inaccettabile un anno fa dalla categoria e contrastato con cinque settimane di sciopero.

Il “progetto Caliendo” appiattisce verso il basso figure di magistrati onorari radicalmente incompatibili fra loro (GdP, GoT e Vpo) e peggiora la condizione giuridica, già deleteria, dei giudici di pace, nulla disponendo sui miglioramenti, pur assicurati dal Ministro Alfano, in materia di rinnovabilità dei mandati, tutela previdenziale, garanzie ordinamentali e rivalutazione del trattamento economico.

Il progetto, smentendo clamorosamente le assicurazioni politiche e mistificando gli annunci di una riforma seria ed organica, con il palese scopo di mortificare la categoria dei giudici di pace, dequalificati e privati di ogni diritto e professionalità, da un lato regredisce le modalità di reclutamento dei nuovi giudici (è richiesto il solo requisito della laurea in legge per l’accesso!), dall’altro intacca gravemente i principi costituzionali di buon andamento degli uffici e di indipendenza del giudice, mediante la soppressione degli attuali Coordinatori giudici di pace, sostituiti dal Presidente del Tribunale, con potere di direzione e di vigilanza (primo caso nella storia del diritto di capo di un ufficio che vigila su sé medesimo), mediante la compromissione dell’attuale rappresentanza dei giudici di pace nei Consigli Giudiziari, mediante la sanzione della revoca del mandato “mascherata” in mero ammonimento (non rinnovabilità dell’incarico del giudice di pace destinatario anche di un solo ammonimento).

Il culmine della mistificazione è stato raggiunto nel momento in cui il progetto (o “bozza”, come ripetutamente definito da Ministro e Sottosegretario, pur non essendo cambiato di una virgola in dodici mesi) è stato presentato come il tentativo di unificare la disciplina di una presunta e fantomatica categoria di “magistrati onorari”, laddove, al contrario, nell’accorpare figure radicalmente incompatibili fra di loro (le funzioni giurisdizionali del giudice di pace addirittura con le funzioni requirenti di pubblico ministero del vice procuratore onorario), ci si è premurati di tenere fuori dalla “disciplina comune” altre figure di magistrati c.d. “onorari” (che poi onorari lo sono per davvero, esercitando la funzione a tempo parzialissimo) e cioè i giudici tributari, ai quali, casualmente, appartiene il Sottosegretario Caliendo, ed i giudici laici presso i Tribunali per i Minorenni, tutti già titolari per legge di un incarico continuativo a tempo indeterminato, peraltro senza nessun tipo di verifica periodica di professionalità.

IL DIRETTIVO NAZIONALE, PRESO ATTO DELLA GRAVITA’ DELLA SITUAZIONE, HA DECISO A MAGGIORANZA DI:

A)         PROCLAMARE UNO SCIOPERO NELLA MISURA MASSIMA CONSENTITA E PER IL PRIMO PERIODO UTILE SULLA BASE DELLA NORMATIVA VIGENTE (CHE VIETA SCIOPERI DURANTE ED A RIDOSSO DELLE FESTIVITA’ NATALIZIE E DEL VOTO DI FIDUCIA DEL GOVERNO), DI PRECISO UNO SCIOPERO DI QUINDICI GIORNI A PARTIRE DAL 17 GENNAIO 2011

B)          PROMUOVERE IMMEDIATAMENTE LE PIU EFFICACI  AZIONI  DI  CONTESTAZIONE E PROTESTA

C)         INTERESSARE LE ISTITUZIONI, IL GOVERNO, LE FORZE POLITICHE, L’ANM, L’AVVOCATURA, AFFINCHE’ CIASCUNO ASSUMA UNA POSIZIONE CHIARA E DEFINITIVA SUI CONTENUTI DELLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA DI PACE

D)         CONFRONTARSI CON LE ALTRE RAPPRESENTANZE  DEI GIUDICI NON TOGATI E DI PACE PER UNA AUSPICATA E NECESSARIA AZIONE UNITARIA

Il Presidente                                                                      Il Segretario Generale

Gabriele Longo                                                                             Alberto Rossi