Passa all’esame della Camera il ddl, approvato dalla commissione Giustizia del Senato in sede deliberante il 13 aprile, che fornisce un’interpretazione autentica dell’articolo 165 del Codice di procedura civile in materia di opposizione al decreto ingiuntivo.
Il provvedimento, in seguito alla sentenza n. 19246/2010 delle Sezioni Unite della Cassazione, si era reso necessario per il contrasto interpretativo intervenuto – fra le sezioni della Corte suprema – del comma 2 dell’articolo 165 del codice di procedura civile nella parte in cui stabilisce che il giudizio d’opposizione a decreto ingiuntivo prosegua secondo le norme del procedimento ordinario “ma i termini di comparizione sono ridotti a metà”.
Inciso che viene soppresso dal provvedimento approvato dal Senato.
“Si vuole evitare – ha spiegato il relatore Franco Mugnai (Pdl) – che una interpretazione errata possa essere penalizzante per soggetti che avevano ritenuto di applicare la norma in modo diverso”.
Il ddl contiene anche una norma transitoria che riguarda i procedimenti pendenti (la riduzione del termine di costituzione dell’attore prevista dal comma 1 dell’articolo 165 del Codice di procedura civile si applica, nel caso di opposizione al decreto ingiuntivo, solo se l’opponente abbia assegnato all’opposto un termine di comparizione inferiore a quello previsto dall’articolo 163-bis, primo comma, del Cpc).

 

 

 

 

 

 

Fonte: Avv. Giuseppe Celia – http://consiglioaperto.blogspot.com/