Dal Governo le proposte di riforma del codice penale (tenuità del fatto) e del codice di procedura penale

Il Consiglio dei Ministri, che si è riunito ieri in serata, ha riesaminato alcune parti del cosiddetto pacchetto Orlando (già esaminato il 29 agosto) con l’obiettivo di presentare in Parlamento alcuni interventi normativi.
Il cdm ha approvato un via preliminare uno schema di decreto legislativo (in attuazione della legge 67/2014 recante Delega in materia di delega al governo in materia di pene detentive non carcerarie e di riforma del sistema sanzionatorio, con disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili) volto ad inserire nel codice penale una nuova causa di non punibilità del reato, consistente nella “tenuità del fatto”, che il testo declina in alcuni elementi specifici ai fini della valutazione. “ Resta ferma la possibilità, per le persone offese, di ottenere serio ed adeguato ristoro nella competente sede civile”, spiega il comunicato individuando l’obiettivo di deflazionare il carico giudiziario di processi relativi a fatti di particolare tenuità.
L’intervento recepisce le proposte elaborate dalla commissione presieduta dal professor Francesco Palazzo ( e di cui fa parte il consigliere segretario del CNF, Andrea Mascherin) con l’obiettivo di rivedere il sistema sanzionatorio e dare attuazione alla legge delega 67/2014 in materia di pene detentive non carcerarie e depenalizzazione.
Il secondo provvedimento è un disegno di legge che riforma il titolo XI del codice di procedura penale in materia di rogatorie ed estradizioni, per renderle più facili e veloci tramite una rimodulazione del termine per la consegna e della durata massima delle misure coercitive. articoli 708 e 714 del codice di procedura penale In questo modo si mira a rendere più efficace la lotta alla criminalità “globalizzata”; a favorire la ratifica di molte Convenzioni internazionali, finalizzate, appunto, a rafforzare la cooperazione nel contrasto ai fenomeni criminali sovranazionali; a colmare una lacuna normativa, in più occasioni segnalata anche dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione.
Il terzo provvedimento è un uno schema di decreto legislativo (anch’esso in esame preliminare in vista dei pareri di Camera e Senato) per l’ attuazione della decisione quadro Ue relativa allasemplificazione dello scambio di informazioni e intelligence tra le autorità degli Stati membri dell’Unione Europea (2006/960/GAI del Consiglio del 18 dicembre 2006), relativa alla semplificazione dello scambio di informazioni e intelligence tra le autorità degli Stati membri dell’Unione europea incaricate dell’applicazione della legge, tramite il cd. “principio di disponibilità”, in base al quale i dati rilevanti possono circolare “liberamente” nel territorio europeo e l’adozione di un modulo in cui l’autorità competente incaricata dell’applicazione della legge di uno Stato membro può richiedere informazioni o intelligence direttamente agli organi competenti, che sono tenuti a fornirli, in termini certi e particolarmente brevi, salvo che non ricorrano i casi di divieto tassativamente individuati.
Il Consiglio dei Ministri, infine, su proposta del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha conferito l’incarico di Capo del Dipartimento della Amministrazione penitenziaria, a Santi CONSOLO, procuratore generale presso la Corte di Appello di Caltanissetta.

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