La riproduzione dell’intero e letterale contenuto degli atti processuali nel ricorso per Cassazione è del tutto superflua e non soddisfa il requisito di cui all’art. 366 c.p.c., n. 3, che prevede “l’esposizione sommaria dei fatti della causa”.
Questo, in sintesi, il principio ribadito dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21136/6 del 12 settembre 2017.