Archivi tag: termini

Interruzione del giudizio ed effetti della mancata riassunzione nei confronti di una parte necessaria

Pignoramento presso terzi: le nuove norme del 2013

pignoramento

La legge 24 dicembre 2012, n. 228 ha modificato alcune norme relative alla procedura esecutiva mobiliare presso terzi. Spicca, oltre ad un utilizzo maggiore della p.e.c. per le dichiarazioni, l’inserimento della regola secondo la quale la mancata dichiarazione del terzo è da considerarsi come riconoscimento di un credito non contestato. Ecco le modifiche apportate:

20. Al codice di procedura civile, libro terzo, sono apportate le seguenti modificazioni: Continua la lettura di Pignoramento presso terzi: le nuove norme del 2013

Corte Costituzionale: imputato può chiedere l’abbreviato in caso di nuove contestazioni in dibattimento

L’art. 517 c.p.p. va dichiarato costituzionalmente illegittimo, nella parte in cui non prevede la facoltà dell’imputato di richiedere al giudice del dibattimento il giudizio abbreviato relativamente al reato concorrente emerso nel corso dell’istruzione dibattimentale, che forma oggetto della nuova contestazione.

CORTE COSTITUZIONALE

Sentenza 22 ottobre 2012, n. 237 Continua la lettura di Corte Costituzionale: imputato può chiedere l’abbreviato in caso di nuove contestazioni in dibattimento

Dall’11 Settembre nuovo appello “filtrato” in vigore

Lo scorso 11.08.2012 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la L. nr. 134 del 7.08.2012 che ha convertito, con modificazioni, il decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 (misure urgenti per la crescita del Paese).

Interessati alla nuova disciplina tutti i gravami in secondo grado, introdotti sia con ricorso che con citazione di cui sia stata richiesta la notificazione dall’11.09.2012 (30° giorno successivo a quello di entrata in vigore della legge di conversione).

Nel prosieguo i nuovi articoli nella formulazione vigente. Continua la lettura di Dall’11 Settembre nuovo appello “filtrato” in vigore

Compiuta giacenza e perfezionamento della notifica postale

Il termine di dieci giorni previsto per la “compiuta giacenza” (articolo 8, comma 4, legge 890/1982) deve intendersi compreso fra i termini per il compimento di atti processuali svolti fuori dall’udienza (articolo 155, comma 5 cpc), essendo stabilito nell’ambito del procedimento preordinato alla notificazione di atti inerenti al processo.
Di conseguenza, se tale termine scade nella giornata di sabato, è prorogato di diritto al primo giorno seguente non festivo.

Cass. civ. Sez. Unite, Sent., 01-02-2012, n. 1418 Continua la lettura di Compiuta giacenza e perfezionamento della notifica postale

Interesse alla prosecuzione del procedimento: modello istanza di trattazione ex art.26 L.12/11/2011 n.183

Dal 1 gennaio 2012 è entrata in vigore la modifica all’art. 26 della legge 12  novembre 2011  n.  183, ad opera della cd. legge di stabilità 2012  (ex finanziaria).

Il cliente, attore o convenuto nella causa civile pendente innanzi alla Corte di Cassazione o alla Corte di Appello dovrà essere informato dell’onere di dichiarare, con apposita istanza dal medesimo sottoscritta e poi autenticata dall’avvocato che lo rappresenta e difende, il proprio interesse alla prosecuzione del procedimento;  pena l’estinzione della causa.

Un incombente procedurale non di poco conto, di cui è onerato ciascun legale. Continua la lettura di Interesse alla prosecuzione del procedimento: modello istanza di trattazione ex art.26 L.12/11/2011 n.183

Opposizione a D.I.: la Corte d’Appello di Salerno concede la remissione nei termini

Corte Appello Salerno, ord. 22 marzo 2011 – Pres. Bartoli – Est. Colucci.

Sono condivisibili i principi affermati dalla Suprema Corte [cfr. Cass. civ., Sez. II, ord. interlocutoria n. 14627 del 17/6/2010, nonché Cass. civ., Sez. II, ord. interlocutoria n. 15809 del 2/7/2010] secondo i quali: a) alla luce del principio costituzionale del giusto processo, la parte che abbia fatto affidamento su una consolidata giurisprudenza di legittimità in ordine alle norme regolatrici del processo, successivamente travolta da un mutamento di orientamento interpretativo, incorre in errore scusabile e ha diritto ad essere rimessa in termini ai sensi dell’art. 184 bis c.p.c., ratione temporis applicabile, anche in assenza di un’istanza di parte, se, esclusivamente a causa del predetto mutamento, si sia determinato un vizio di inammissibilità o di improcedibilità dell’impugnazione dovuto alla diversità delle forme e dei termini da osservare sulla base dell’orientamento sopravvenuto; b) la norma di cui all’art. 184 bis c.p.c. è applicabile anche al di fuori dell’ambito delle ipotesi in cui le parti costituite siano decadute dal potere di compiere determinate attività difensive nel corso della trattazione della causa; c) la rimessione in termini di cui all’art. 184 bis c.p.c. può aver luogo anche in assenza di apposita istanza di parte.
(Alla luce di tali principi, la Corte ha ritenuto tempestiva la costituzione dell’opponente a decreto monitorio avvenuta nel termine ordinario ma oltre quello abbreviato di cinque giorni dalla notifica.)