Archivi categoria: Giurisprudenza civile

Controversie telefoniche: ancora sulla necessità del tentativo di conciliazione – inammissibilità o improcedibilità della domanda?

Con la sentenza  in epigrafe il Giudice di pace di Nocera Inferiore avv.Vincenzo Iannucci , ha disposto la restituzione delle somme indebitamente percepite dal precedente gestore telefonico a seguito di  sostituzione dello stesso con altro operatore ed in particolare, ha aderito a quella tesi giurisprudenziale (Cfr. Sentenza Tribunale di Nola del 16 Maggio 2007) secondo cui non è necessario il preventivo tentativo di conciliazione. Continua la lettura di Controversie telefoniche: ancora sulla necessità del tentativo di conciliazione – inammissibilità o improcedibilità della domanda?

Famiglia – Comunione tra coniugi – Beni di sospetta provenienza illecita – Esclusione

In relazione a beni oggetto di confisca ai sensi dell’art. 2-ter della legge n. 575 del 1965, il regime della comunione legale di cui all’art. 177, primo comma, lettera a), cod. civ., non si applica, salvo che il coniuge dimostri di aver contribuito all’acquisto con proprie disponibilità frutto di attività lecite.

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Contratti del consumatore – vessatorietà delle clausole

Pronunciandosi in una fattispecie relativa a contratto avente per oggetto un corso professionale, la S.C., interpretando unitariamente il criterio generale e le fattispecie tipizzate di cui all’art. 1469 bis c.p.c. (nella formulazione antecedente al d.lgs. n. 206 del 2005), ha ritenuto abusiva la clausola con la quale il consumatore rinuncia alla facoltà di recesso e si assume l’obbligo di corrispondere comunque l’intero importo pattuito ed, inoltre, ha ritenuto applicabile il terzo comma, n. 11 dello stesso articolo alla clausola con la quale il professionista si riserva il potere unilaterale di modificare le modalità di svolgimento del corso. Sentenza n. 6481 del 17 marzo 2010

Modifica condizioni della separazione dei coniugi, art. 710 c.p.c.

Avere (il coniuge destinatario dell’assegno di mantenimento) un lavoro saltuario, vedere saltuariamente le figlie, aver  fatto un viaggio costoso in un paese extraeuropeo per raggiungere i familiari, non sono circostanze idonee a far ritenere che il coniuge abbia raggiunto un’autonomia economica per ottenere l’annullamento o la riduzione dell’assegno. Continua la lettura di Modifica condizioni della separazione dei coniugi, art. 710 c.p.c.

L’assegno postdatato non può essere titolo esecutivo

L’assegno bancario “postdatato”, il quale svolge le funzioni proprie della cambiale, ma sfugge alla relativa tassa sul bollo, non può essere considerato titolo esecutivo, anche se viene successivamente regolarizzato dal punto di vista fiscale.

E’ questo il principio fissato dalla terza sezione civile della Cassazione con la sentenza 3 marzo 2010, n. 5069. Continua la lettura di L’assegno postdatato non può essere titolo esecutivo

Separazione dei coniugi: condizione dell’azione della domanda di scioglimento della comunione legale dei beni

La Corte, mutando il proprio precedente indirizzo, ha ritenuto che il passaggio in giudicato della sentenza di separazione giudiziale (o di omologa di quella consensuale) non è condizione di procedibilità della domanda giudiziaria di scioglimento della comunione legale e relativa divisione dei beni, ma condizione dell’azione; di conseguenza, è sufficiente che tale condizione sussista al momento della pronuncia.
Testo Completo: Sentenza n. 4757 del 26 febbraio 2010

Sull’equa riparazione competente il giudice della Corte d’Appello del distretto dove c’è stato il giudizio di merito

Rivoluzionata la competenza sull’equa riparazione, anche per non intasare la Corte d’Appello di Roma. Infatti il cittadino che chiede il ristoro per la giustizia lenta dovrà instaurare la causa di fronte alla Corte d’Appello del distretto dove si è svolta la causa di merito durata troppo a lungo.

Cass. Civile SS.UU. del 16/03/2010 n. 6306 Continua la lettura di Sull’equa riparazione competente il giudice della Corte d’Appello del distretto dove c’è stato il giudizio di merito

Circolazione stradale – verbale di accertamento delle violazioni – sospensione feriale termini

La disciplina sulla sospensione dei termini processuali dal 1° agosto al 15 settembre di ciascun anno, posta dall’art. 1 della legge n. 742 del 1969, non può trovare applicazione al termine di sessanta giorni, dalla contestazione o dalla notificazione dell’accertamento della violazione del codice della strada, stabilito dall’art. 203 del d.lgs. n. 285 del 1992 per proporre ricorso in via amministrativa al prefetto, che ha riguardo ad attività da compiersi nell’ambito di un procedimento amministrativo.
Testo Completo: Sentenza n. 4170 del 22 febbraio 2010

Sanzioni amministrative – opposizione – regime successivo al d. lgs. n. 40/2006

La S.C. ha affermato che, nei giudizi di opposizione avverso sanzioni amministrative, nel regime successivo al d.lgs. 2 febbraio 2006 n. 40, anche le ordinanze emesse ai sensi del primo comma dell’art. 23 della legge n. 689 del 24 novembre 1981 non sono ricorribili in cassazione ma sono impugnabili con l’appello, dovendosi ritenere, anche alla luce della sentenza della Corte Cost. n. 98 del 2008, che, con la disciplina dettata dal ricordato decreto legislativo, il legislatore ha inteso ridurre i casi di immediata ricorribilità per cassazione dei provvedimenti giurisdizionali, mediante l’introduzione dell’appello quale “filtro”, per rafforzare la funzione nomofilattica della Corte di Cassazione.
Testo Completo: Ordinanza n. 4355 del 23 febbraio 2010