Archivi categoria: Giurisprudenza civile

Corte di Appello di Palermo sezione IV sentenza 24 marzo 2010 in tema di impugnazione

In tema di impugnazione, il requisito della specificità dei motivi, implica a carico della parte impugnante non solo l’onere di dedurre le censure che intende muovere ad uno o più punti determinati della sentenza impugnata, ma anche quello di indicare, in modo chiaro e preciso, i motivi di dissenso dalla decisione appellata e gli elementi di fatto e di diritto che sono alla base delle censure medesime  al fine di consentire al giudice dell’impugnazione di individuare i rilievi mossi ed esercitare il proprio sindacato. Continua la lettura di Corte di Appello di Palermo sezione IV sentenza 24 marzo 2010 in tema di impugnazione

Interrogatorio formale: risposta reticente o evasiva

La norma dell’art. 232 cod. proc. civ. – secondo cui la mancata presentazione o il rifiuto di rispondere consente al giudice di ritenere come ammessi i fatti dedotti nell’interrogatorio formale – è applicabile anche al caso di dichiarazioni che, per il loro contenuto reticente o evasivo, possono essere equiparate alla mancata risposta.

Testo Completo: Sentenza n. 7783 del 31 marzo 2010

Condanna al pagamento delle spese processuali: chi vince ha diritto al rimborso dell’IVA pagata al proprio difensore

Il pagamento delle spese legali per la parte soccombente include anche l’IVA che la parte vincitrice ha pagato al proprio avvocato in sede di rivalsa. L’importante principio, ribadito dalla recente sentenza n. 7806/2010, era già stato stabilito nella sentenza n. 10336 del 5 maggio 2009: per i giudici di legittimità, il rimborso dell’IVA è dovuto in forza dell’art. 91 c.p.c. anche se la parte vittoriosa non ha fatto espressa domanda di rimborso o non vi è stata una specifica pronuncia.

Se il difensore non indica il codice fiscale in un atto, tale comportamento non può essere tradotto in una ipotesi di nullità

Tanto viene precisato nella recentissima ordinanza del Tribunale di Varese, ad opera del giudice Buffone, nella quale si legge, altresì, che “in caso di omessa indicazione del codice fiscale il giudice non deve pronunciare la nullità dell’atto, ma potrebbe tutt’al più limitarsi alla sollecitazione di una condotta atta a rimuovere una simile irregolarità”. Continua la lettura di Se il difensore non indica il codice fiscale in un atto, tale comportamento non può essere tradotto in una ipotesi di nullità

L’indennità per la perdita di avviamento commerciale e l’attività di intermediazione immobiliare

La S.C ribadisce i principi fondamentali che disciplinano il diritto alla spettanza, per il conduttore, dell’indennità per la perdita dell’avviamento commerciale, sottolineando, in particolare, quale sia la prova necessaria nel caso di esercizio di attività di intermediazione immobiliare.

Distrattario deve rimborsare onorari se la sentenza è riformata in appello

Corte di cassazione – Sezione III civile – Sentenza 15 aprile 2010 n. 9062

L’avvocato distrattario è tenuto a restituire quanto percepito anche se non ha partecipato al giudizio di appello che ha radicalmente riformato la decisione di primo grado. Lo ha chiarito la terza sezione civile della Cassazione con la sentenza 9062/2010 secondo la quale il difensore distrattario assume la qualità di parte esclusivamente quando sorge controversia sulla distrazione delle spese. Ne consegue che, se la la sentenza è riformata per motivi che riguardano esclusivamente il merito della causa e non le spese, il distrattario, anche se non ha partecipato al giudizio, subisce “ai fini restitutori gli effetti della riforma in peius della sentenza di primo grado come del diverso esito della causa in quel grado si era avvantaggiato ai fini della distrazione”.

Testo completo della sentenza

Previdenza – lavoratore extracomunitario privo del permesso di soggiorno – obbligazione contributiva del datore di lavoro

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In tema di prestazione lavorativa resa dal lavoratore extracomunitario privo del permesso di soggiorno, la S.C. ha statuito che l’applicazione delle relativa sanzione penale non esonera il datore di lavoro dall’obbligo di versare i contributi all’INPS in relazione alle retribuzioni dovute.

Sentenza n. 7380 del 26 marzo 2010 Continua la lettura di Previdenza – lavoratore extracomunitario privo del permesso di soggiorno – obbligazione contributiva del datore di lavoro

Tutela del consumatore e deroga alla competenza territoriale

In tema di tutela del consumatore, per escludere l’applicabilità della relativa disciplina recata dagli artt. 33 e ss. del d.lgs. n. 206 del 2005, specificamente invocata dal consumatore per radicare la competenza territoriale nel foro suo proprio, il professionista deve provare che la clausola contrattuale derogatoria di detto foro (art. 33, comma 2, lett. u) è stata oggetto di puntuale trattativa, ovvero deve fornire prova idonea a vincere la presunzione di vessatorietà della clausola medesima.

Testo Completo: Ordinanza n. 6802 del 20 marzo 2010