Gli apparecchi autovelox devono essere gestiti direttamente dalla polizia e non possono essere appaltati a ditte private. La Corte di cassazione con la sentenza n._10620 ha regalato una gioia a non pochi automobilisti, confermando il sequestro delle macchinette concesse in appalto a una società privata, con una gara determinata in base «alla percentuale sugli incassi delle future infrazioni rilevate».

Gli ermellini hanno respinto il ricorso con cui la società intendeva dimostrare la regolarità della gara sostenendo che, per i due comuni a cui venivano forniti gli strumenti di rilevazione della velocità, si stimavano rispettivamente 90mila euro di multe in tre anni (quindi un valore sotto la soglia comunitaria) e 2 milioni di euro più Iva per cinque anni. A supporto della richiesta di sbloccare il sequestro delle macchinette, il legale assicurava la presenza di un vigile urbano nel momento in cui venivano scritti i verbali di infrazione, l’operatore privato assumeva dunque solo una connotazione di ulteriore garanzia. Per finire, l’avvocato contestava che la mancata indicazione della predeterminazione dell’appalto potesse essere sufficiente per confermare il sequestro.

Di parere diverso gli ermellini, che attribuiscono alla sola polizia il potere di accertare le violazioni del codice della strada e affermano l’obbligo diretto di gestione delle apparecchiature utilizzate per verificare il comportamento scorretto dell’automobilista. La Suprema corte supporta la sua decisione chiamando in causa i principi costituzionali del buon andamento e della imparzialità della pubblica amministrazione, che non sarebbero compatibili con la scelta adottata di determinare il costo di noleggio degli autovelox in base agli importi delle multe. Il collegio di piazza Cavour, ricorda la finalità «preventiva e non repressiva o di finanziamento pubblico o lucro privato» dei meccanismi di rilevazione della velocità. La Cassazione conclude individuando il giusto criterio per calcolare la quantità dell’importo di appalto nel costo del servizio. Una cifra che non può risentire del numero e della qualità delle infrazioni accertate.