Cambia il processo dei Tar – Pronto il nuovo codice unico

È soprattutto un lavoro di assemblaggio di norme quello che venerdì andrà al consiglio dei ministri con il nome di «codice della giustizia amministrativa». Un documento importante, perché Tar e Consiglio di stato non hanno mai disposto prima d’ora di un corpus unitario di regole, e che dà molto più spazio alle «urgenze», ma privo di quegli aspetti più innovativi introdotti dalla commissione di esperti che nell’autunno scorso ha lavorato alla bozza del codice. Nella nuova versione, infatti, non c’è più traccia dell’azione di accertamento e di adempimento, disposizioni che avrebbero consentito al giudice amministrativo di verificare l’adeguamento della pubblica amministrazione alle decisioni di Tar e Consiglio di stato.

Scomparse anche le sezioni stralcio, previste per dare una spallata all’imponente arretrato che affligge soprattutto i tribunali di primo grado, gravati da oltre 600mila cause. A differenza di quanto fatto anni fa nel civile – dove i componenti delle stralcio non erano magistrati – per la giustizia amministrativa si era adottata una soluzione interna: sarebbero stati gli stessi giudici, in linea con i carichi di lavoro, ad occuparsi anche delle cause vecchie di oltre cinque anni, stimate in 200mila. Attività per cui avrebbero percepito una speciale indennità. A parte l’opportunità che fossero gli stessi magistrati ad avere un “doppio” lavoro, sul taglio delle sezioni stralcio è assai probabile abbiano influito considerazioni di carattere economico.

Ridimensionata anche la possibilità per il giudice di ricorrere ai consulenti tecnici, così come non trova più posto nel nuovo testo il contraddittorio con i consulenti di parte.

Detto questo, resta il fatto che la giustizia amministrativa avrà dal 16 settembre il proprio codice. Un documento che è raccolta delle norme in vigore, ma presenta anche – seppure, a questo punto, in modo ridimensionato – alcune novità. Per esempio, viene sancita la possibilità di proporre azione di richiesta di risarcimento svincolata dall’impugnativa dell’atto, risolvendo in tal modo un contrasto giurisprudenziale tra Cassazione e Consiglio di stato. E ancora, si pone un punto fermo per i ricorsi relativi alle elezioni politiche: sinora si era assistito al balletto tra giudice ordinario e amministrativo – emblematico il “caso Pizza” alle politiche del 2008 –, mentre il codice assegna quelle cause esclusivamente al Tar del Lazio.

Quello previsto per venerdì sarà il primo passaggio al consiglio dei ministri. Poi sarà la volta delle commissioni parlamentari. In ogni caso, l’iter sarà accelerato, perché si salterà l’esame del Consiglio di stato, dato che il codice nasce tra le mura di Palazzo Spada. La delega prevista dalla legge 69/2009, oltre a fissare i paletti per la redazione del testo, aveva, infatti, affidato al Consiglio di stato il compito di formare la commissione che se ne sarebbe dovuta occupare. Commissione presieduta dal presidente del Consiglio di stato, Paolo Salvatore, coordinata dal presidente aggiunto, Pasquale de Lise, e formata, oltre che da giudici amministrativi, da magistrati ordinari, professori universitari, avvocati del libero foro e avvocati dello stato.

La prima versione del testo è stata sottoposta alle varie associazioni di professori di diritto amministrativo, per poi ritornare nelle mani della commissione, che ha valutato le osservazioni ricevute, ha approvato il codice agli inizi di febbraio e lo ha spedito a Palazzo Chigi, che lo ha ulteriormente modificato.
A questo punto i tempi ci sono tutti perché il consiglio dei ministri dica l’ultima parola ben prima di luglio, quando scadrà la delega.

Il rito cambia regole
Le principali novità

RICORSI
INTERESSI LEGITTIMI E PREGIUDIZIALE AMMINISTRATIVA
L’azione di risarcimento per lesione di interessi legittimi può essere proposta anche in via autonoma rispetto all’impugnativa dell’atto. Si chiude così una querelle che ha contrapposto le sezioni unite della Cassazione (favorevole alla tesi ora riportata nel codice) all’adunanza plenaria del Consiglio (che aveva sposato la tesi per cui il risarcimento deve sempre essere collegato all’impugnativa dell’atto)

URGENZE
TUTELA CAUTELARE CON CHANCE MOLTIPLICATE
Si potrà chiedere l’intervento del giudice anche prima del ricorso, perchè sono previsti vari tipi di urgenza: si va dal normale «pregiudizio grave ed irreparabile», alla «estrema gravità ed urgenza» (per chiedere un intervento del Presidente, prima dell’udienza settimanale) alla «eccezionale gravità ed urgenza» (quando non si ha nemmeno il tempo di presentare il ricorso).

UDIENZE
DALL’ISTANZA CAUTELARE AL MERITO
Quando il Tar, intervenendo in sede cautelare, valuta che le esigenze del ricorrente siano apprezzabili e si possano tutelare con una sollecita decisione di merito, nell’ordinanza di sospensiva fissa anche la data di discussione nel merito. Lo stesso può fare il Consiglio di Stato, che nel riformare l’ordinanza cautelare di primo grado ritrasmette gli atti al Tar perché fissi in modo sollecito l’udienza

APPELLI
APPELLO CON MOTIVI AGGIUNTIVI E RICORSI POLITICI
È possibile proporre in appello motivi aggiunti qualora il ricorrente venga a conoscenza di documenti non prodotti dalle altre parti in primo grado, documenti da cui emergano vizi degli atti impugnati.
I ricorsi in materia di elezioni politiche vanno presentati di fronte al Tar Lazio. In appello decide, dunque, il Consiglio di Stato.

Fonte: ilsole24ore

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