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mar 01

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Gestore telefonico, mancato trasloco utenza telefonica, danni

Il Gestore telefonico che non provvede al trasferimento dell’utenza telefonica deve risarcire i danni.

Giudice di Pace di Caserta, Avv. Generoso Bello sentenza del 18 febbraio 2010

Nella Sentenza

.>> …in tema di prova dell’inadempimento di una obbligazione, il creditore che agisca per la risoluzione contrattuale, per il risarcimento del danno, ovvero per l’adempimento, deve soltanto provare la fonte negoziale o legale del suo diritto e/o il relativo termine di scadenza, limitandosi alla mera allegazione della circostanza dell’inadempimento della controparte, mentre il debitore convenuto è gravato dell’onere della prova del fatto estintivo dell’altrui pretesa, costituito dall’avvenuto adempimento.

REPUBBLICA ITALIANA

UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI CASERTA – 1a SEZIONE

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Giudice di Pace di Caserta, Avv. G. Bello, ha pronunciato la seguente

S E N T E N Z A

nella causa iscritta al n. 6326/09 R.G., avente ad oggetto pagamento, riservata in decisione nell’udienza del 16.2.2010, vertente

T R A

MEVIAX  Axxx, nata a  …, elettivamente domiciliata in Caserta…., presso lo studio dell’Avv.  …. … che la rappresenta e difende per mandato a margine dell’atto di citazione; (attrice)

E

FASTWEB S.p.A., società soggetta all’attività di direzione e coordinamento di Swisscom A.G., in persona del l.r.p.t., rappresentata e difesa dagli Avv.ti  …. e  …per mandato in calce alla copia notificata dell’atto di citazione e con essi elettivamente domiciliata in Caserta …, presso lo studio dell’Avv.  …; (convenuta)

*

Conclusioni: come da verbale di causa e comparse di discussione.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto di citazione, ritualmente notificato, Meviax  Axxx, rappresentata e difesa come in epigrafe, conveniva la Fastweb S.p.A., in persona del l.r.p.t., innanzi a questa Giustizia per ivi sentir accogliersi le seguenti conclusioni: a) dichiarare la responsabilità della società convenuta per non aver provveduto al trasloco richiesto e conseguentemente per aver illegittimamente sospeso l’utenza telefonica, dal 12.8.2008 al 29.11.2008, nonostante regolare pagamento delle fatture relative a tale periodo, successivo al 12.8.2008; b) conseguentemente, condannare la Fastweb S.p.A. al pagamento dell’indennità prevista per l’illegittima sospensione della linea telefonica, alla restituzione della somma di € 289,13 illegittimamente percepita, nonché al risarcimento dei danni arrecati, da valutarsi in via equitativa, nei limiti di € 1.032,00; c) vinte le spese e competenze di lite, con attribuzione.

A fondamento della domanda, l’istante esponeva: 1) di essere titolare dell’utenza telefonica n. xxxxxx gestita da Fastweb Spa ed usufruire dei servizi Fastweb base e Adsl per il collegamento Internet; 2) avendo la necessità di trasferire la propria residenza da Caserta Via …….. a Caserta Via  ….., contattava il servizio clienti di Fastweb per ottenere il trasloco della linea telefonica e, in data 12.8.2008, formalizzava la richiesta; 3) trascorso oltre un mese dalla suddetta richiesta, l’istante – che nel frattempo continuava a pagare le bollette recapitatele – ricontattava gli operatori telefonici che la rassicuravano sui tempi di attesa ma, ciononostante, il richiesto trasloco non è mai avvenuto e, in data 29.11.2008, la sig.ra Meviax  comunicava la risoluzione del contratto per inadempimento di Fastweb S.p.A. e provvedeva alla restituzione dell’elemento HAG; 4) in data 23.10.2008, veniva sperimentato il tentativo di conciliazione presso lo sportello della C.C.I.A.A. di Caserta che il successivo 18.11.2008, comunicava la chiusura del procedimento per mancata risposta della società convenuta.

Si costituiva la Fastweb S.p.A., in persona del l.r.p.t., rappresentata e difesa come in epigrafe, che resisteva alla domanda attrice e chiedeva: a) in via preliminare, dichiarare l’improponibilità della domanda per omesso espletamento del tentativo obbligatorio di conciliazione; b) nel merito, rigettare la domanda attrice perché infondata in fatto ed in diritto. Con vittoria delle spese e competenze di lite.

A fondamento delle proprie tesi, la comparente Società deduceva: 1) in data 12.8.08, l’attrice inviava a Fastweb la richiesta di trasloco della propria utenza da Via  …. a Via …. a far data dal 20.9.2008; 2) nel relativo modulo è indicato chiaramente che il sottoscrittore è a conoscenza che per motivi tecnici il mantenimento del numero telefonico potrebbe non essere possibile; 3) in data 3.9.08, Fastweb inoltrava a Telecom Italia SpA la richiesta di trasloco dell’utenza attorea presso il nuovo domicilio; 4) in data 16.9.08, Telecom comunicava a Fastweb l’impossibilità di espletare la richiesta per “Via sconosciuta”; 5) in data 30.9, Fastweb reiterava la detta richiesta; 6) Telecom comunicava la fattibilità dell’attivazione di una nuova numerazione e non già di attivare la medesima numerazione; 7) l’8.10.2008, un tecnico Fastweb si recava presso l’abitazione attorea per attivare i servizi di una nuova utenza; 8) parte attrice rifiutava l’attivazione poiché non accettava il nuovo numero; 9) secondo la situazione debito/credito, risultava a credito la sola fattura n. …. del 31.1.2009 di € 116,73; 10) il preteso danno non poteva essere liquidato in via equitativa perché non provato.

Nessun mezzo istruttorio veniva chiesto o espletato e la causa veniva introitata in decisione sulla scorta della documentazione in atti, delle conclusioni rassegnate e delle comparse di discussione depositate.

MOTIVI DELLA DECISIONE

La domanda attrice è fondata e va accolta per quanto di ragione.

Preliminarmente, va evidenziato che, trattandosi di causa di valore non eccedente la somma di € 1.100,00, la decisione va adottata secondo equità, ai sensi dell’art. 113 c.p.c..

Inoltre, il tentativo di conciliazione, presso lo sportello della Camera di Commercio di Caserta, risulta regolarmente esperito, come si evince dalla comunicazione della Segreteria del detto sportello, prot. n. …. del 18.11.2008, nella quale è detto che la Fastweb SpA, regolarmente contattata, non ha fatto pervenire alcuna comunicazione nei termini previsti e, quindi, il procedimento di conciliazione era da ritenersi chiuso.

Come si vede, il tentativo obbligatorio di conciliazione si è tradotto, come spesso accade, in un dispendioso quanto inutile adempimento.

Nel merito, dunque, l’attrice ha dimostrato, ed è incontestato, l’esistenza del contratto di somministrazione da essa stipulato, con Fastweb S.p.A., per il numero telefonico …., denominato: “Telefono e ADSL”.

E’ parimenti provato che la somma di € 289,13, chiesta in restituzione dall’attrice, corrisponde a fatture pagate da quest’ultima a fronte di servizi non goduti, o non prestati da Fastweb S.p.A..

Nel caso in esame, peraltro, l’istante è indubbiamente da ritenere “consumatore”, non svolgendo essa, in relazione al contratto in parola, alcuna attività imprenditoriale ed é, dunque, suscettibile delle tutele previste dal D.Lgs. 206/2005.

D’altro canto, è legittima la risoluzione del contratto da parte del somministrato allorquando si determina una situazione obiettiva in virtù della quale il servizio non può più essere fruito per effetto dell’impossibilità di disporre il richiesto trasloco dell’utenza telefonica. Tale circostanza, del resto, è confermata dalla stessa convenuta, a nulla rilevando che il modulo di richiesta del trasloco recava l’indicazione che: “il sottoscrittore è a conoscenza che per motivi tecnici il mantenimento del numero telefonico potrebbe non essere possibile”.

In concreto, il comportamento di Fastweb S.p.A. in ordine, appunto, alla conseguente sospensione del servizio per impossibilità di trasloco con lo stesso numero, non è definibile corretto, poiché quest’ultima avrebbe dovuto immediatamente sospendere l’emissione di fatture, a fronte di un’utenza che, di fatto, non avveniva più per effetto del trasloco materiale della residenza dell’attrice, avvenuto in data 20.9.2008, a fronte di una richiesta (di trasloco dell’utenza) inoltrata a Fastweb in data 12.8.2008.

In ordine al preteso risarcimento del conseguente danno, le tesi di parte convenuta, secondo cui non esisterebbero i presupposti per il risarcimento del danno poiché non provato, ovvero poiché non liquidabile in via equitativa ex art. 1226 c.c., è appena il caso di ricordare ad essa Fastweb S.p.A. che, in tema di prova dell’inadempimento di una obbligazione, il creditore che agisca per la risoluzione contrattuale, per il risarcimento del danno, ovvero per l’adempimento, deve soltanto provare la fonte negoziale o legale del suo diritto e/o il relativo termine di scadenza, limitandosi alla mera allegazione della circostanza dell’inadempimento della controparte, mentre il debitore convenuto è gravato dell’onere della prova del fatto estintivo dell’altrui pretesa, costituito dall’avvenuto adempimento.

E poiché nulla è stato dedotto da Fastweb sotto il profilo probatorio per fatto estintivo, deve ritenersi che l’istante abbia diritto all’invocato risarcimento del danno, conseguente alla disdetta del contratto da essa chiesto, tenendo conto che, anche in sede di conciliazione presso la CCIAA di Caserta, la medesima convenuta ha ritenuto di non presentarsi.

Le considerazioni che precedono inducono il decidente al riconoscimento del richiesto danno che, liquidato ai sensi dell’art. 1226 c.c., va quantificato in complessivi € 400,00 nell’attualità.

Consegue che la Fastweb S.p.A., in persona del l.r.p.t., va condannata al pagamento, in favore dell’attrice, Meviax  Axxx, della complessiva somma di € 689,13, oltre gli interessi legali dalla data di deposito della presente sentenza al soddisfo, dei quali € 289,13 a titolo di restituzione delle somme pagate a Fastweb SpA e non dovute ed € 400,00 a titolo di risarcimento del danno.

Le spese di giudizio seguono la soccombenza e vanno liquidate forfetariamente come da dispositivo.

P. Q. M.

Il Giudice di Pace di Caserta, letti gli atti, definitivamente pronunciando, secondo equità, sulla domanda proposta da Meviax  Axxx, contro la Fastweb S.p.A., in persona del l.r.p.t., disattesa ogni contraria istanza ed eccezione, così provvede:

- Accoglie per quanto di ragione la domanda attrice e, per l’effetto, condanna la Fastweb S.p.A., in persona del l.r.p.t., al pagamento, in favore di Meviax  Axxx, della somma di € 689,13, oltre gli interessi legali dalla data di deposito della presente sentenza alla data di effettivo soddisfo ed oltre le spese di giudizio che liquida forfetariamente in complessivi € 420,00, oltre C.P.A. ed I.V.A., con attribuzione al procuratore costituito per l’attrice;

Si esegua nonostante gravame.

Caserta, 18 Febbraio 2010

IL GIUDICE COORDINATORE

Avv. Generoso Bello

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