Ridimensionato il testo che era stato approvato mercoledì e che prevedeva lo slittamento dell’entrata in vigore di tutte le controversie civili. De Tilla, Oua: “è un procedimento illegittimo, se non rettificato, sarà protesta.I l rinvio di un anno dell’entrata in vigore dell’obbligo della media-conciliazione ci sarà, ma varrà solamente per le “liti di condominio e di risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti”. Una decisione dunque salomonica o come avrebbe detto il buon Totò, “democraticocristiana” che se da una parte dà un contentino a chi come l’avvocatura chiedeva l’abolizione dell’obbligatorietà dell’istituto e in subordine l’entrata in vigore l’anno prossimo, dall’altra appare completamente inutile e suona come una beffa. Le commissioni Affari costituzionali e Bilancio del Senato hanno infatti dato il via libera a un emendamento dei relatori al Milleproroghe che ridimensiona il testo che era stato approvato l’altro ieri e che prevedeva lo slittamento dell’entrata in vigore di tutte le controversie civili al marzo 2012. Per le altre controversie, quindi, (diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari) la media-conciliazione partirà dal 20 marzo prossimo. In altre parole per queste controversie prima di adire il tribunale o il giudice di pace sarà obbligatoria la preventiva visita presso uno degli organismi di mediazione accreditati dal ministero della Giustizia. Dura reazione di Maurizio de Tilla, presidente dell’organismo di rappresentanza politica degli avvocati, Oua, che ha anche annunciato l’invio di una lettera a tutte le istituzioni e associazioni forensi. “È un colpo di mano – dice – il ministro Alfano ha ceduto ai poteri forti e ad alcuni ambienti ministeriali e con un blitz ha violato le regole del procedimento legislativo, facendo approvare un inammissibile emendamento che smentisce il precedente emendamento approvato nelle Commissioni riunite martedì scorso e che proroga ad un anno l’entrata in vigore dell’obbligatorietà della mediaconciliazione per solo due materie (infortunistica stradale e condominio). Il ministro Alfano così calpesta i diritti dei cittadini e si schiera contro l’avvocatura. La protesta unitaria degli avvocati sarà decisa”. Questa la “Dobbiamo manifestare uniti la nostra contrarietà –continua – con l’invio al Ministro di mozioni e ordini del giorno di tutti gli Ordini e le Associazioni, con la tenuta di assemblee territoriali e nazionali, ed astensione dalle udienze. È in atto un evidente tentativo teso a rottamare la giustizia civile con l’ obbligatorietà della mediaconciliazione e con l’introduzione nel sistema giudiziario di ben 600 ausiliari con perenzione dei processi e sentenze adottate con motivazioni “brevissime” (già oggi sono brevi). Non possiamo accettare questa impostazione del Ministro della Giustizia che lede i diritti dei cittadini e il mandato difensivo. In tutte le procedure giudiziarie – spiega il presidente Oua – dobbiamo denunciare la incostituzionalità dell’obbligatorietà della mediaconciliazione che non esiste in Europa, che è frutto di eccesso di delega, che penalizza i cittadini con ulteriori oneri, che prevede effetti negativi collegati ad una proposta del conciliatore non scelto né qualificato. Per queste ragioni l’OUA ha anche proposto un ricorso al Tar insieme al Consiglio dell’Ordine di Napoli, all’Unione delle Camere Civili, all’Aiaf, all’Unione dei giudici di pace, altri Ordini, Unioni, Associazioni e singoli avvocati. Comunque – conclude de Tilla – vogliamo ribadire che la strada intrapresa in modo bipartisan dal Senato non può essere mortificata dalle ingerenze dei poteri forti e di alcuni ambienti ministeriali”

Fonte: www.mondoprofessionisti.eu