Cassazione: il parcheggiatore abusivo fa un servizio indispensabile al cittadino

Per la Cassazione i posteggiatori non autorizzati svolgono un «lavoro indispensabile per la cittadinanza» liberandoli delle «tante manovre fastidiose». Partendo da questa considerazione, la Seconda sezione penale ha annullato la custodia domiciliare inflitta ad un parcheggiatore abusivo 60enne catanese, Benedetto M., indagato per tentata estorsione per avere chiesto un euro a un automobilista per il servizio svolto in un parcheggio che appunto non era regolamentato.

Il posteggiatore abusivo, ricostruisce la sentenza 12762, in uno spiazzo di parcheggio antistante il lido balneare di Catania, offriva il servizio, «come per uso consolidato avviene in talune città d’Italia, di spostare le autovetture lasciate in parcheggio, da coloro che trovano utile usufruire di tale spazio libero e non volevano avere il fastidio di doversi occupare di compiere complicate manovre per liberarsi dagli ostacoli costituti dalle vetture di quello spiazzo». I bagnanti affidavano a Benedetto chiavi e auto dietro pagamento di 1 euro per il servizio «utile» svolto. Senonché uno degli automobilisti, Francesco D. C., non ritenne opportuno pagare l’obolo per la sorveglianza della autovettura né di consegnare le chiavi ma, successivamente, un malore della moglie lo costrinse a dovere spostare immediatamente l’auto. E dietro la richiesta dell’euro, l’automobilista ha denunciato il parcheggiatore per tentata estorsione.

Il gip del Tribunale di Catania, il 26 agosto 2009, dispose la custodia domiciliare per il parcheggiatore abusivo, ritenendo un «ingiusto profitto» la richiesta di un euro per il servizio svolto. Contro il duro provvedimento, la difesa di Benedetto M. ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che non ci poteva essere né «minaccia», né «ingiusto profitto» dietro la richiesta. Piazza Cavour ha accolto il ricorso e, disponendo un nuovo esame davanti al Tribunale di Catania per verificare se veramente esista la necessità delle «esigenze cautelari», ha comunque messo in rilievo l’utilità del servizio svolto dai parcheggiatori non autorizzati.

La Cassazione, dunque, riconosce come «dato pacifico che Benedetto M. offriva un servizio ben accetto e ritenuto, a livello diffuso della cittadinanza, indispensabile, in quel luogo, proprio per potere tranquillamente usufruire del posteggio dell’autovettura». Prova ne sia, dice piazza Cavour, che all’indagato venivano lasciato chiave «perchè provvedesse ad effettuare quelle manovre di parcheggio che altrimenti avrebbero dovuto fare gli stessi possessori delle vetture». In questa prospettiva, «la pretesa ingiustizia della richiesta dell’obolo di un euro diventa evanescente – riconoscono gli ermellini – e si attenuano anche i turbamenti che i modestissimi precedenti penali» dell’indagato «possono creare in relazione alle esigenze cautelari, peraltro motivate in modo assertivo, stereotipato e per nulla in sintonia con i principi» dettati da piazza Cavour in relazione alle esigenze cautelari.
Fonte: il mattino

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